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Bike Sharing: di cosa si tratta? Per i percorsi brevi la bicicletta rimane di gran lunga il mezzo più rapido e flessibile per spostarsi poiché consente di variare il percorso a proprio piacimento evitando gli ingorghi del traffico ed eliminando totalmente il problema della ricerca di parcheggio. Il sistema di bike sharing, ossia la bicicletta condivisa, offre l’opportunità ai cittadini di avere sempre a disposizione in modo semplice ed intuitivo una certa quantità di biciclette pubbliche. È quindi una possibile soluzione al problema dell'"ultimo miglio", cioè quell'ultimo (o primo) tratto di percorso che separa la fermata del mezzo pubblico alla destinazione finale dell'utente. Come funziona? Attualmente in Italia sono disponibili due sistemi: uno di tipo elettronico ed uno di tipo meccanico. Con il primo, attraverso una tessera magnetica il singolo utente può prelevare la bicicletta in qualunque cicloposteggio presente sul territorio e riconsegnarla anche in un luogo diverso da quello di origine rendendola così subito disponibile per un altro utente. Punto di forza del sistema elettronico è la possibilità di monitorare in tempo reale la disponibilità effettiva di biciclette per ogni postazione; inoltre i dati relativi alle transazioni registrati in un database offrono la possibilità di analizzare i flussi di spostamento e realizzare così statistiche sull’utilizzo del sistema. Questi dati diventano per il pianificatore validi indicatori per valutare il reale utilizzo delle flotte consentendo di compiere scelte sull’ampliamento o l’aggiustamento del servizio. Il sistema meccanico prevede l’utilizzo di una chiave codificata, personale e non duplicabile. Al momento del prelievo della bicicletta la chiave rimane bloccata nella rastrelliera fino alla riconsegna del mezzo. Questo sistema, non utilizzando tecnologie sofisticate, offre come vantaggio la possibilità di installare le rastrelliere in tempi brevi e con costi contenuti, sia di impianto sia di manutenzione. Si sottolinea che tale sistema si configura più come un ciclo noleggio non avendo la caratteristica principale del bike sharing e cioè quella di incentivare l’utente a percorrere brevi tragitti rendendo così disponibili le biciclette all’uso di altri utenti. Quanto costa? In alcune realtà l’uso è totalmente gratuito ma il bike sharing è davvero efficace quando viene prevista la gratuità per i primi 30 minuti e poi una tariffazione a seconda del tempo di utilizzo. Questo per disincentivare l’utente a tenere con se il mezzo per molte ore sottraendolo ad altri. Diffusione del Bike Sharing in Italia Il bike sharing nasce in Italia nel 2000 a Ravenna con il sistema meccanico. La prima esperienza di installazione con prelievo elettronico è avvenuta a Cuneo nel 2004. Il sistema elettronico è maggiormente diffuso in Piemonte mentre quello meccanico è maggiormente diffuso in Emilia Romagna. Bike Sharing in Europa e nel mondo Parigi, Velib
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