

Il Premio, promosso da Euromobility, è rivolto a coloro che
a diverso titolo hanno promosso la “cultura della bicicletta”
nella loro opera artistica e professionale
(musicisti, autori, scrittori ,giornalisti, registi).
>>> Scarica la presentazione del Premio <<<

Motivazione:
Pensiero, azione, impegno civile. Non stiamo premiando Giuseppe Mazzini alla memoria, ma i Têtes de Bois e la loro voce solista, Andrea Satta, che coerentemente hanno messo al centro della loro musica, dei loro scritti e della loro vita l’attenzione al sociale, il disagio delle periferie,
il pendolarismo e quindi anche la bicicletta, non solo come mezzo di trasporto.
Camioncini, pezzi di ricambio, riciclisti, biciclette, pedali sono parole frequenti nel loro vocabolario che, accanto ad un originale lavoro di recupero della grande canzone d’autore francese prima e ad un autonomo percorso musicale poi, li ha portati ad esprimersi con vari linguaggi, dal cinema alla letteratura, sempre con l’obiettivo puntato sulla quotidianità, le aree marginali e i luoghi di transito.
Non solo parole e musica, ma fatti concreti quali l’impegno professionale di Satta, come pediatra, contro l’obesità infantile, che sta portando purtroppo l’Italia a record europei, e la passione per la bicicletta, “medicina” assai utile per combattere la suddetta patologia a cui, per primi in Italia, hanno dedicato addirittura l’intero album Goodbike, non tralasciando poi i primi concerti ad impatto zero con il palco a pedali.
Certamente, se da parte di tutto il mondo musicale e culturale italiano ci fosse la stessa sensibilità sui temi della mobilità sostenibile e della qualità della vita, la stessa passione, la stessa coerenza tra arte e vita,
il nostro sarebbe un Paese migliore."

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Edizione 2011:
BRUNO GAMBAROTTA
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Motivazione:
Non è soltanto un uomo di cultura dal grande spessore (in tutti i sensi),
ma un “cittadino” che mette a disposizione gratuitamente la sua
notorietà per sostenere, nei suoi racconti, sulla stampa locale , su internet
e nelle campagne civiche promosse da Asl , Comune e Associazioni
l’uso della bicicletta come quotidiano mezzo di trasporto,
essendo lui stesso un convinto pedalatore a Torino, la città , tra quelle
grandi italiane, che negli ultimi anni più si è spesa per la bicicletta.
Sicuramente tra le quasi 900 "Storie di città"
(scritte su "Torino Sette“, supplemento settimanale de "La Stampa"),
ha potuto raccontare in assoluta libertà solo la "sua" Torino
(pur essendo di origini astigiane).
Fedele al principio che la verità si nasconde nei dettagli,
Bruno Gambarotta fa nascere le sue storie dall'osservazione della vita
quotidiana negli interni (case, circoli, teatri, mostre, sale d'aspetto)
e per le strade, nei cortili, sui tram:
sono molti i torinesi che possono vantarsi
di averlo mancato per un pelo con la loro auto
mentre girava per le strade in bicicletta in cerca d'ispirazione.
Ci auguriamo che siano infondate le notizie date recentemente da Arpa
Piemonte in merito alle polveri prodotte anche dalle gomme della bici.
In ogni caso sappiamo cosa farà Bruno Gambarotta: “pretenderò un’aspirapolvere mobile per avere la tranquillità di non
peggiorare una situazione già critica.
Sono in crisi: ho 45 di piedi e peso 108 chili, se non usassi la bicicletta,
la mia mole sposterebbe da sola un gran numero di polveri...”

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Edizione 2010:
BRUNO PIZZUL
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Motivazione:
“Non è soltanto uno dei più amati telecronisti italiani, ma un cittadino che ha messo a disposizione la sua notorietà per sostenere, con interventi sulla stampa locale e specializzata, l’uso della bicicletta come quotidiano mezzo di trasporto nelle città italiane, essendo lui stesso un convinto pedalatore a Milano, una città purtroppo finora non molto amica della bici. Un ciclista urbano rubato al calcio (non solo come telecronista di cinque mondiali, ma anche come centromediano del Catania e della Cremonese). La bici allunga la vita , caro Bruno, ed essendo metallica tiene lontano i menagrami”
Video della premiazione


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Edizione 2009:
ENZO IANNACCI
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Motivazione:
E’ da sempre il cantore stralunato degli emarginati, dei border line, della povera gente, di quelli che oggi chiamiamo “sfigati”. Grazie alla sua arte e alla sua simpatia queste persone semplici evidenziano tutta la loro umanità, tutta la loro autenticità, tutte le loro debolezze delle quali non si vergognano – come potrebbero fare i ricchi o i borghesi- perché connaturata all’essere umano. Spesso succede che questi “poveri cristi” usino o abbiano a che fare con il mezzo di locomozione più povero ma da sempre il più “moderno” ed ecologico: la bicicletta.
Anzi possiamo dire che i suoi personaggi, pur per altri motivi, abbiano anticipato una tendenza che dovrebbe diventare regola nelle nostre città: quella di pedalare. Qualcuno di nascosto (“Prendeva il treno”), qualcuno da solo alle sei di mattina (“Mario”), qualcuno per vedere Bartali e non “andare al cine” (“Bartali”), qualcuno per prendere in prestito la ragazza (“Per la moto non si dà”). E se proprio non andava in bici comunque era un anticipatore perché “aveva un taxi nero che andava col metano con una riga verde allo chassis”.
Grazie Enzo per averci donato queste opere d’arte , con la tua fantasia, la tua immaginazione, la tua sensibilità, la tua interpretazione, la tua grande umanità.

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Edizione 2008:
GIULIO RAPETTI
in arte MOGOL |
Motivazione:
E’ da quasi cinquant’anni la colonna sonora dell’Italia, di un’Italia svecchiata, di un Paese contadino che è diventato una grande potenza economica e industriale. Le canzoni di Mogol hanno accompagnato questa modernizzazione e la nostra vita.
Sia per i contenuti trattati sia per la scelta dei compositori e degli interpreti Mogol è stato l’artefice dello sdoganamento della musica italiana.
Sia per i contenuti trattati sia per la scelta dei compositori e degli interpreti Mogol è stato l’artefice dello sdoganamento della musica italiana.
Dall’ "amor e dal cuor" tradizionale e retorico, la canzone italiana con Mogol è passata a parlare la lingua quotidiana e ad affrontare tematiche come quelle ambientali che mai erano state trattate.
Ci è sembrato doveroso riconoscergli questo Premio, sia per il titolo stesso della manifestazione
preso in prestito da uno dei suoi più grandi successi, sia per l’impegno e la sensibilità dimostrata dall’autore, non solo nei testi ma anche nella vita, a difesa dell’ambiente e per la promozione di una mobilità più sostenibile.

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