Incidente tra un autobus e un'automobile all'incrocio tra viale Liegi e via Salaria a Roma, 18 agosto 2015. Una decina di passeggeri del bus 19 dell'Atac sono rimasti contusi, 8 di loro sono stati trasportati in ospedale dalle ambulanze per gli accertamenti e le cure del caso. 
ANSA

Abbonamento bus al posto del premio

Dal 1° gennaio 2018 l’abbonamento ai trasporti pubblici è diventato un compenso in natura esentasse che il datore di lavoro può decidere di erogare volontariamente, contrattualmente o inserire anche in un paniere di benefit per i dipendenti che beneficiano dei premi di risultato. La novità, contenuta nella lettera b), comma 28 dell’articolo 1, della legge di bilancio 2018 (legge 205/2017), ha un ampio ambito di applicazione, nonostante vi siano alcune condizioni da rispettare.

In entrambi le previsioni è necessario infatti che il benefit sia rivolto alla generalità o a categorie di dipendenti, a prescindere, poi, se ne fruiscano tutti o solo alcuni. Le categorie di lavoratori non devono necessariamente essere quelle previste dal codice civile (dirigenti, operai, etc.), ma possono essere delineate dal datore di lavoro in base alle caratteristiche comuni dei lavoratori (ad esempio tutti coloro che abbiano un certo livello o una certa qualifica, o seguano una certa turnazione). Oggetto dell’agevolazione sono gli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. Rientrano ad esempio gli abbonamenti agli autobus, alle metropolitane e ai treni e non solo limitatamente al territorio locale.

Per quanto riguarda i beneficiari, oltre al dipendente, si potrà trattare anche dei familiari di cui all’articolo 12 (genitori, figli, discendenti dei figli, fratelli, eccetera) a condizione che questi siano fiscalmente a carico del lavoratore. È ragionevole supporre che l’agevolazione spetti una volta solo e quindi alternativamente o al dipendente o al familiare a carico. Il datore di lavoro ha a disposizione tre diverse modalità operative: pagamento diretto al vettore, erogazione al dipendente (e quindi anticipandogli il denaro) o rimborso spese (dopo il sostenimento della spesa da parte del lavoratore).

Fonte: Quotidiano del Lavoro