 

Il Premio è rivolto a coloro che
a diverso titolo hanno promosso la “cultura della bicicletta”
nella loro opera artistica e professionale (musicisti, autori, scrittori ,giornalisti, registi).

Edizione 2010: BRUNO PIZZUL

Motivazione:
“Non è soltanto uno dei più amati telecronisti italiani, ma un cittadino che ha messo a disposizione la sua notorietà per sostenere, con interventi sulla stampa locale e specializzata, l’uso della bicicletta come quotidiano mezzo di trasporto nelle città italiane, essendo lui stesso un convinto pedalatore a Milano, una città purtroppo finora non molto amica della bici. Un ciclista urbano rubato al calcio (non solo come telecronista di cinque mondiali, ma anche come centromediano del Catania e della Cremonese). La bici allunga la vita , caro Bruno, ed essendo metallica tiene lontano i menagrami”
Video della premiazione


Edizione 2009: ENZO IANNACCI

Motivazione:
«E’ da sempre il cantore stralunato degli emarginati, dei border line, della povera gente, di quelli che oggi chiamiamo “sfigati”. Grazie alla sua arte e alla sua simpatia queste persone semplici evidenziano tutta la loro umanità, tutta la loro autenticità, tutte le loro debolezze delle quali non si vergognano – come potrebbero fare i ricchi o i borghesi- perché connaturata all’essere umano. Spesso succede che questi “poveri cristi” usino o abbiano a che fare con il mezzo di locomozione più povero ma da sempre il più “moderno” ed ecologico: la bicicletta.
Anzi possiamo dire che i suoi personaggi, pur per altri motivi, abbiano anticipato una tendenza che dovrebbe diventare regola nelle nostre città: quella di pedalare. Qualcuno di nascosto (“Prendeva il treno”), qualcuno da solo alle sei di mattina (“Mario”), qualcuno per vedere Bartali e non “andare al cine” (“Bartali”), qualcuno per prendere in prestito la ragazza (“Per la moto non si dà”). E se proprio non andava in bici comunque era un anticipatore perché “aveva un taxi nero che andava col metano con una riga verde allo chassis”.
Grazie Enzo per averci donato queste opere d’arte , con la tua fantasia, la tua immaginazione, la tua sensibilità, la tua interpretazione, la tua grande umanità.»

Edizione 2008: GIULIO RAPETTI in arte MOGOL

Motivazione:
E’ da quasi cinquant’anni la colonna sonora dell’Italia, di un’Italia svecchiata, di un Paese contadino che è diventato una grande potenza economica e industriale. Le canzoni di Mogol hanno accompagnato questa modernizzazione e la nostra vita.
Sia per i contenuti trattati sia per la scelta dei compositori e degli interpreti Mogol è stato l’artefice dello sdoganamento della musica italiana.
Sia per i contenuti trattati sia per la scelta dei compositori e degli interpreti Mogol è stato l’artefice dello sdoganamento della musica italiana.
Dall’”amor e dal cuor” tradizionale e retorico, la canzone italiana con Mogol è passata a parlare la lingua quotidiana e ad affrontare tematiche come quelle ambientali che mai erano state trattate.
Ci è sembrato doveroso riconoscergli questo Premio, sia per il titolo stesso della manifestazione
preso in prestito da uno dei suoi più grandi successi, sia per l’impegno e la sensibilità dimostrata dall’autore, non solo nei testi ma anche nella vita, a difesa dell’ambiente e per la promozione di una mobilità più sostenibile.

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