Rassegna Stampa

Roma - 23 febbraio 2004

INQUINAMENTO: UE CONTRO MAL DI CITTA', NEL MIRINO 500 AREE

Europei, animali metropolitani. L'80 per cento dei cittadini dell'UE vive infatti in nuclei urbani piccoli o grandi. E il mal di citta' affliggera' anche la futura Grande Europa: sono oltre 500 le citta' con piu' di 100 mila abitanti dei 25 partner di domani. Proprio per questo l'UE considera l'ambiente urbano una priorita' sulla quale intervenire con decisione. La Commissione ha messo a punto una sua strategia tematica, prevista nell'ambito del Sesto Programma per l'Ambiente, per fronteggiare le emergenze metropolitane: cattiva qualita' dell'aria, traffico, rumore, disfunzioni dell'ambiente costruito, assenza di una pianificazione che tuteli spazi verdi e risorse. Ma rappresentano elementi di rischio anche la difficile gestione dei rifiuti, l'incremento delle emissioni di gas serra, la possibilita' che si verifichino incidenti per la presenza di insediamenti industriali nei centri urbani, la quantita' e qualita' dello smog, prodotto da mezzi antiquati ad alta produzione di sostanze inquinanti. Si tratta di fenomeni destinati ad aumentare ed estendersi proprio per l'allargamento dei confini dell'Unione, a Paesi che non hanno ancora collocato la salvaguardia ambientale tra le priorita' politiche e sociali. La comunicazione predisposta dalla Commissione aggiorna proprio in questa luce i contenuti del quadro comunitario di cooperazione per lo sviluppo sostenibile dell'ambiente urbano che risale al 2001, grazie al contributo della parti sociali, delle esperienze di successo condotte da enti locali, dei suggerimenti provenienti dal mondo di impresa, dagli organismi di ricerca scientifica e dall'associazionismo. Caposaldo della strategia la definizione delle linee guida, sulla cui base tutte le citta' europee con piu' di 100 mila abitanti, oltre 500, potranno elaborare il loro piano di gestione dell'ambiente urbano e il loro sistema di gestione per realizzarlo. Il settore scelto come banco di prova e' quello del traffico in relazione ad una razionale organizzazione dei trasporti, al fine di ridurne l'impatto ambientale, sia nelle aree metropolitane che gli effetti a distanza nelle zone contigue. La scelta delle azioni, da quelle di riduzione delle emissioni, intervenendo sul parco veicolare, alle restrizioni al traffico, alle esperienze di mobility management, cosi' come la definizione di obiettivi e scadenze, sono lasciati alla discrezione delle autorita' locali. Grazie a questa prima sperimentazione, entro il 2005 verranno identificati gli altri settori di intervento. Dopo il primo avvio, la predisposizione cioe' di piani di gestione del traffico, la Commissione ha infatti indicato altre azioni prioritarie, attraverso l'integrazione dei contenuti ambientali negli appalti pubblici relativi all'edilizia ed ai servizi e nella pianificazione urbana. Un altro settore strategico indicato dalla Commissione riguarda la diffusione dell'etichettatura ecologica, di prodotti e di servizi, che dovra' estendersi oltre che all'erogazione di energia e di acqua, ai trasporti pubblici, al turismo, all'utenza delle risorse naturalistiche, alla gestione dei rifiuti. (ANSA).

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