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aprile 1999 - ioDonna

Un regista per il traffico
Nei comuni e nelle aziende arriva l'esperto di mobilità. studia flussi, orari, mezzi di trasporto alternativi all'auto. Ne servono più di tremila ed è un ruolo adatto alle donne.

Governa i flussi di traffico nelle ore di punta. Razionalizza gli spostamenti dalla casa all'ufficio. Migliora il servizio di autobus e tram. E sviluppa il trasporto alternativo, dai taxi "collettivi" al car sharing, cioè la condivisione di un auto da parte di più persone nel corso della giornata. È il mobility manager, l'esperto di mobilità: in sigla moma. Una ruolo chiave per migliorare la qualità della vita nelle aree urbane rispettando l'ambiente. Secondo il decreto Ronchi del marzo 1998, tutte le aziende e gli enti pubblici con più di 300 dipendenti dovranno dotarsi di una figura professionale specializzata e presentare ogni anno il proprio piano di mobilità, in modo che i comuni possano fare scelte coordinate. In tutto, serviranno almeno 3.500 nuovi manager. I primi cento sono già sui banchi di scuola: a "diplomarli" sarà il corso organizzato dall'Enea, Ente per l'energia e l'ambiente, che terminerà il 5 maggio. "Esistono tre tipi di ruoli: il responsabile d'area, il referente aziendale e il consulente" spiega Lorenzo Bertuccio, responsabile della formazione all'Enea. "Il primo lavora per il Comune e ha compiti di coordinamento; il secondo si occupa dei problemi della sua impresa; il terzo è un libero professionista che fornisce pareri ed elabora piani per le aziende che non intendono avere un esperto di mobilità a tempo pieno". Il compito di un mobilitv manager è complesso. "Deve avere un quadro globale degli spostamenti delle persone sul territorio nelle diverse ore della giornata; studiare sistemi telematici per snellire la viabilità; favorire l'utilizzo di mezzi di trasporto alternativi all'uso individuale dell'auto; promuovere tariffe di ingresso e di parcheggio nei centri cittadini per limitare la circolazione" dice Alberto Sàntel, responsabile delle politiche innovative dell'Azienda torinese mobilità. "E un professionista impegnato su più fronti: ambientale, energetico, politico. Dotato di capacità di comunicazione e persuasione". Il mobility manager deve infatti saper informare, creare consapevolezza sui problemi del traffico, convincere le persone della necessità di cambiare il modo di spostarsi. "Le donne sono particolarmente adatte a questo ruolo soprattutto per il loro senso pratico" sostiene Cristina Sozzi, mobility manager del Comune di Firenze. Non vivono infatti l'auto come uno status symbol o un investimento emotivo, ma soltanto come un mezzo di trasporto da utilizzare nel modo più razionale". Firenze ha già adottato orari differenziati di apertura delle scuole, rimodulato le frequenze dei bus, realizzato piste ciclabili e punti per il noleggio di biciclette e motorini elettrici. Ma qual è il background ideale di un mobility manager? In genere si viene "promossi" all'interno di un ente o un'azienda per l'esperienza maturata nel settore "Ho un passato come consigliere comunale e assessore ai trasporti e in azienda mi occupo di gestione di risorse umane" dice per esempio Emilio Themolada mobility manager della St Microelectronics di Agrate (Milano), una delle poche aziende in Italia già in regola con le nuove norme. Un'altra strada è quella di frequentare un master post laurea, della durata di alcuni mesi. I primi saranno il calendario da novembre all'Università La Sapienza di Roma, aperti a laureati in architettura, ingegneria gestionale o dei trasporti. L'obiettivo è formare professionisti doc. Come spiegheranno, dal 21 al 23 aprile a Munster, in Germania, i mobility manager che hanno già avuto successo negli altri Paesi europei.

Nicoletta Pennati

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