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7 aprile 1999 - il Manifesto

Arriva in azienda il mobility manager
Avrà il compito di coordinare gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti. E verrà sperimentata anche l'auto comune

Grosse novità in arrivo sul fronte della mobilità urbana. E' in pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale il provvedimento anti-traffico ed anti-inquinarmento del ministero dell'Ambiente, che istituisce tra l'altro il "mobility manager" ed incentiva il "car-sharing", un'auto al servizio di più persone. La principale novità del decreto, proposto dal ministro dell'Ambiente Edo Ronchi è rappresentata dall'istituzione dei responsabili aziendali della mobilità, che dovranno essere nominati da tutte le aziende con più di 300 dipendenti in un'unica sede (o complessivamente oltre ottocento addetti in più filiali). Questi "eco-manager", che potranno essere nominati volontariamente anche dalle aziende più piccole, dovranno ottimizzare gli spostamenti casa/lavoro e viceversa del personale dipendente, mediante una riduzione dell'impiego del mezzo di trasporto privato e proporre soluzioni alternative come parcheggi per auto e bici e bus aziendali. I "mobility manager" dovranno inoltre redigere annualmente un piano della mobilità aziendale e avviare dei protocolli d'intesa con i comuni, che li dovranno coordinare (previsto un finanziamento di 7,2-miliardi). La strategia del "mobility manager" - è spiegato in una nota del ministero dell'Ambiente - ha avuto successo in Olanda, dove è stata ottenuta una riduzione del 14 per cento delle percorrenze chilometriche in automobile. Il decreto - anti-traffico destina anche 8,5 miliardi di cofinanziamento ad alcuni progetti pilota nelle città italiane dove si sperimenterà il "car-sharing", la soluzione di trasporto che consente, agli iscritti a determinate società cooperative, di utilizzare in qualsiasi ora un'automobile "collettiva" con una semplice prenotazione telefonica. Altri 9 miliardi saranno destinati all' acquisto, da parte dei privati, di veicoli a due ruote elettrici (500 mila lire di incentivo per mezzo) e 5 miliardi al co-finanziamento del servizio di taxi collettivi con gestione tecnologicamente avanzata. Dal 1991, anno in cui è stato introdotto, il "car-sharing" - ricorda il ministero dell'Ambiente - si è rapidamente diffuso in 300 città svizzere, austriache, tedesche ed olandesi ed attualmente serve 37 mila cittadini con 1.800 veicoli, in 800 aree di parcheggio. In Svizzera il car-sharing è stato promosso dal governo per ridurre i consumi energetici e le emissioni di anidride carbonica, con l'obiettivo di coinvolgere 250.000 cittadini con una riduzione del 2% dei consumi energetici totali del trasporto di passeggeri. Il decreto sulla mobilità urbana, infine, stabilisce che le amministrazioni pubbliche debbano gradualmente sostituire i propri mezzi con autoveicoli elettrici, a gas naturale o a gpl fino al 50% dei nuovi acquisti entro il 2003. "Finalmente si punta a soluzioni innovative ai problemi di mobilità individuale", ha commentato il Wwf alla notizia dell'imminente entrata in vigore del decreto enti-traffico e anti-inquinamento. "La mobilità su autovettura - spiega Anna Donati dell'associazione - è cresciuta di circa il 70% e quella urbana del 122% sul totale nazionale; questa quota - ha aggiunto - è in costante crescita rispetto alla mobilità totale di persone e, nello stesso tempo, si è ridotta la domanda di trasporto urbano soddisfatte da mezzi pubblici, che è crollata dal 18% del 1982 al 7% del '95,-con il risultato di città collassate dalle auto". Per far "marciare" il nuovo decreto, secondo il Wwf, occorre coinVolgere direttamente le città o le aree metropolitane, puntando sulla formazione del personale e istituendo un Osservatorio permanente sull'applicazione degli interventi.

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