settembre 1999 - Business
Mille modi per andare in ufficio
Arriva in azienda il mobility manager, l'esperto di viabilità
che rivoluzionerà il modo di spostarsi di manager e professionisti.
Odia tutto ciò che in inquina e sa tutto sui mezzi alternativi
L'italiano senza auto? Un incubo notturno o
una realtà incombente? Un po' tutte e due, a quanto pare. L'auto,
si sa, è diventata un elemento irrinunciabile, ma per quanto ci
si potrà permettere ancora questa comodità, se il livello di inquinamento
da biossido di carbonio sta raggiungendo .e in alcune città ha
già superato, i livelli massimi di tollerabilità? Gli ultimi dati
lstat dicono che il 71% degli italiani va al lavoro in auto e
in media una persona passa sei anni della sua vita in macchina
per spostarsi. Ma qualcosa si sta muovendo: a rivoluzionare i
nostri spostamenti, almeno quelli da casa all'ufficio e viceversa
è arrivato il mobility manager, l'esperto della mobilità alternativa
cioè quella che invita ad abbandonare auto e motorini per mezzi
pubblici, biciclette o mini-pulman aziendali. Previsto dal decreto
Ronchi sulla mobilità sostenibile del marzo 98, che cerca di applicare
le direttive fissate dagli accordi di Kyoto per la riduzione dell'emissione
di anidride carbonica, il mobillty manager organizza gli spostamenti
dei dipendenti di aziende pubbliche e private. Stiamo parlando
di un professionista che per legge deve essere presente in tutte
le aziende con almeno 300 dipendenti in una stessa sede o con
800 persone divise in sedi diverse che si trovano in città con
almeno 150 mila abitanti (sono 23 in Italia) o a rischio atmosferico
(per adesso quelle segnalate dalle rispettive regioni sono 35)
sottolinea Lorenzo Bertuccio responsabile per l'introduzione del
mobility manager in Italia di Enea l'ente per le nuove tecnologie,
l'energia e l'ambiente. Proprio l'Enea, infatti, in collaborazione
con il ministero dell'ambiente, ha organizzato i primi corsi di
formazione per questi nuovi professionisti. Per ora nel primo
corso di sei giornate attivato a fine marzo, sono stati formati
un centinaio di mobility manager di area che verranno impiegati
nei Comuni per coordinare e dirigere i professionisti all'interno
delle singole aziende. Sono tutte persone giovani, con una buona
capacità organizzativa oltre che una formazione che spazia dal
marketing alla psicologia fino alle pubbliche relazioni e una
grande predisposizione alla mediazione. "Tante e cosi diverse
competenze sono indispensabili perché qui ci troviamo di fronte
all'esigenza di convincere le persone a cambiare abitudini molto
radicate. Abbandonare l'auto in certi casi è un vero e proprio
trauma e bisogna trovare risposte adeguate per soddisfare le esigenze
anche di comodità dei singoli dipendenti, coinvolgendo sia i mezzi
di trasporto pubblico sia privato. Oltre a un lavoro di comunicazione
bisogna attivare una politica di marketing che incentivi l'uso
dei mezzi alternativi. Si può mettere in palio un premio in denaro
per chi sceglie la bicicletta, abbonamenti scontati o addirittura
gratuiti per chi preferisce i mezzi pubblici, parcheggio gratuito
per chi adotta il carpooling cioè usa la propria auto insieme
ad altri colleghi come insegnano le molte esperienze fatte all'estero,
in Austria, Svizzera, Olanda e Belgio. E tante sono anche le Indicazioni
che vengono dalla rete europea Epom, a cui appartengono sette
stati membri presentata alla conferenza europea sul mobility management
come dal sito Internet dell'Enea all'indirizzo www.erg.casaccia.enea.it/sire/noma/default.htm.
Connettersi per credere.
Cristina Botter
Come si diventa mobility manager
Trovare lavoro con la mobilità? Può essere un'idea interessante
per i giovani neolaureati ma anche un'opportunità di riqualificazione
professionale per chi già lavora in azienda e vuole mettere a
frutto le sue competenze in materia di viabilità e marketing.
Il mobility manager infatti può diventare una nuova professione
dotata di grande responsabilità che lavora e stretto contatto
con I mobility manager all'interno del Comune della Provincia
o dell'area metropolitana per allestire i piani di traffico urbano.
Se sì hanno quindi inventiva, doti organizzative, capacità di
persuasioni e un'ottima conoscenza del territorio in questione
ci si può rivolgere all'Enea che organizza corsi dl formazione
per avere una panoramica sui vari mezzi di trasporto, sulle nuove
tecnologie legate allo studio del traffico e dell'inquinamento,
ma anche sulle tecniche di comunicazione e le teorie di marketing
e dl statistica da utilizzare nella fase di raccolta dati. Cristina
Botter
Convincere i dipendenti? Un gioco da ragazzi
Ecco come si sta organizzando la St Microelectronics di Agrate
per organizzare gli spostamenti dei suoi dipendenti. Con un occhio
all'ambiente e un altro alla comodità
Professione? Tuttologo. Si può definire così Emilio Tremolada,
un passato come responsabile risorse umane, selezione, pubbliche
relazioni, formazione, marketing e, da una manciata di mesi. mobility
manager della St Microelectronics. Ventisei anni passati nell'azienda
hanno fatto di lui uomo giusto per ripensare la mobilità e gli
spostamenti dei 4 mila dipendenti della sede di Agrate. Avere
relazioni con i colleghi dei diversi settori è una premessa indispensabile
infatti per condurre un'azione di convincimento efficace -sottolinea
Tremolada- Se infatti la prima fase del lavoro del mobility manager
è di tipo organizzativo con un questionario ci si informa sul
luogo di residenza dei dipendenti e sulle loro abitudini di viaggio.
La parte più importante e più difficile del pieno d'azione consiste
nel trovare le soluzioni alternative migliori a seconda dei singoli
casi e comunicarle agli interessati. Come fare quindi a convincere
4 mila dipendenti che provengono da un raggio di 50 chilometri
da Agrate (Mi) a lasciare a casa la macchina? Gli incentivi, anche
personalizzati, sono sempre l'arma migliore per ottenere risultati
in tempi brevi: da noi abbiamo pensato di fornire l'equipaggiamento
a chi sceglie di usare la bicicletta (casco, tuta e guanti) insieme
a sconti per chi vuole comprarla e all'allestimento di parcheggi
e spazi appositi con docce e spogliatoi. Un'altra dea è quella
di puntare sul risparmio: chi evita l'auto può ottenere buoni
sconto per fare acquisti di ogni genere o viaggiare gratuitamente
sul pullman aziendale. Per gli irriducibili dell'auto invece abbiamo
proposto la soluzione del viaggio insieme ai colleghi; chi accoglierà
questa proposta potrà assicurarsi uno spazio personale nei parcheggio
nelle aree più vicine all'ingresso dell'ufficio o usufruire di
buoni benzina e convenzioni per l'inserimento dell'impianto a
gas nelle proprie auto. I risultati? "Per ora molto positivi anche
se siamo ancora in fase di rodaggio: il nostro obiettivo per le
fine dell'anno è di ridurre di almeno un quinto il numero di macchine.
E questo significa diminuzione dell'inquinamento ma anche un nuovo
spazio libero prima destinato a parcheggio".
Al lavoro in battello
Se le aziende private si stanno attivando, anche nel pubblico
si sta muovendo qualcosa. L'esperienza del Policlinico Umberto
I di Roma
"L'inizio? Un disastro, un vero e proprio disastro. Non usa mezzi
termini Manuela Astrologo, ma d'altronde il suo compito non era
certo semplice; convincere gli oltre 7 mila 500 dipendenti del
Policlinico Umberto i di Roma a lasciare a casa la macchina per
venire al lavoro o a usarla come taxi collettivo per viaggiare
insieme ad almeno tre colleghi. Come fare? .A suon di riunioni,
colloqui individuali, lettere, opuscoli sottolinea Astrologo che
dall'ufficio relazioni con il pubblico sta coordinando il progetto.
Alcuni risultati si sono già ottenuti. quarantacinque dipendenti
adottano Il carpooling che permette di parcheggiare davanti all'ospedale
senza pagare la sosta. La prossima mossa sarà quella di introdurre
un taxi collettivo o un bus aziendale o perché no, un trasporto
su fiume. Su fiume? "proprio Così, per il Giubileo il Comune di
Roma ha attivato delle navigazioni navetta sul Tevere e se l'esperimento
funziona abbiamo pensato dl adattarla anche alle nostre esigenze,
così andare al lavoro sarà sempre una gita".