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15 ottobre 1999 - CorriereLavoro (Corriere della Sera)

Io vi salverò da ingorghi e caos sulle vie del lavoro
Mobility manager - Nasce anche in Italia una nuova professione

Nessuno di noi ha mai sognato di diventare mobility manager da grande. Impossibile, visto che si tratta di un lavoro nuovo, soprattutto in Italia. Eppure il mobility manager ha tutte le carte in regola per entrare nei nostri sogni: una figura dirigenziale, creativa, comunicativa e inoltre ecologistica (nata nell'ambito degli accordi di Kyoto per la riduzione delle emissioni inquinanti). "In Italia esistono già da qualche anno società di progettazione in campo ambientale e di mobilità - spiega Marco Viviani, vicepresidente dell'Eco Istituto di Bolzano, una associazione che si occupa di mobility management -. Ma la figura professionale, sia quella d'azienda sia d'area, è stata definita soltanto con il decreto del marzo '98 del ministro dell'Ambiente Ronchi".
Stop all'inquinamento
Come? Limitando l'utilizzo dell'auto privata e la congestione del traffico. E' qui che entra in gioco il gestore della mobilità. E' infatti. lui che ha il compito di organizzare e gestire il piano degli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti di un'azienda. "Le possibilità d'intervento sono diverse - spiega Carlo Andrea Ponsel, dirigente del patto per la mobilità e mobility manager del Comune di Modena - possono andare dal car pooling (la condivisione dell'automobile), già piuttosto diffuso nel Nord Europa. al pullmino privato, alla modifica degli orari di lavoro. Un professionista di questo settore deve essere un buon tecnico, saper trattare con te amministrazioni, ma soprattutto saper far 'condividere i propri' obiettivi. Convincere un lavoratore . a rinunciare al mezzo privato è una delle maggiori difficoltà da affrontare".
Arrivano gli specialisti
Il mobility manager d'area è la seconda figura individuata dal decreto Ronchi: lavora per un ente territoriale con la funzione di coordinare i colleghi aziendali e mantenere, i collegamenti con le strutture comunali e le aziende di trasporto. "La maggior parte dei mobility manager d'area sono al momento dipendenti di Comuni che operavano già nell'ambito dell'organizzazione. della mobilità urbana - spiega Gianni Silvestrini, della commissione tecnico-scientifica del ministero dell'Ambiente - Se finora gli operatori in Italia non superano in tutto i 200, sono destinati a moltiplicarsi velocemente). Il decreto Ronchi prevede infatti che ce ne sia uno in tutte le aziende e gli enti pubblici con più di 300 dipendenti e nelle imprese con più di 800 impiegati situate, nelle 23 città che hanno più di quelle indicate a rischio atmosferico. "Non saranno tutti posti di lavoro nuovi, molti incarichi sono destinati a essere ricoperti da assunti - avverte Gianni Silvestrini -, ma di certo si apriranno spazi occupazionali anche per consulenti e liberi professionisti: alcune aziende preferiranno appoggiarsi a esperti esterni". Intanto il meccanismo si è già messo in moto. Alla ST Microelectronics di Agrate Brianza sono all'avanguardia. Qui l'esigenza del mobility manager è nata spontaneamente, dato che ci troviamo nell'Est della Lombardia, nel triangolo maledetto per il traffico. E infatti alla ST è già in opera Emilio Tremolada, mobility manager dell'azienda, che ha presentato ai suoi direttori il piano degli spostamenti redatto sulla base dei suggerimenti dei lavoratori. Tra i primi a organizzarsi ci sonò anche le aziende di trasporto municipale, mentre diversi comuni hanno già costruito una rete di mobjlity manager: quelli di Perugia, Terni, Firenze, Bologna, Roma, Mantova e altri. "Entro gli inizi d'ottobre conclude Silvestrini - dal ministero arriveranno ai Comuni che ne hanno fatto richiesta i fondi per la struttura di coordinamento dei mobility manager d'azienda, e questo processo subirà una forte accelerazione".

Iolanda Barera

 

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