19 gennaio 2000 - la Repubblica
Auto in pool, a noleggio e meno semafori nei piani di Francesco
Pierri, esperto della Provincia
"L'aria si pulisce col marketing"
Il Mobility manager spiega la ricetta contro il mal di traffico
La spesa recapitata direttamente in ufficio e
l'autobus prenotato come la poltrona a teatro. Sono due misure
antitraffico allo studio della Provincia, che nei prossimi tre
mesi metterà a punto un pacchetto di progetti campione. Un ventaglio
di piccole idee (Alle soluzioni di massa non crediamo), che si
spera crescano e camminino da sole. A occuparsene è il mobilìty
manager figura istituita 15 mesi fa da un decreto del ministero
per l'Ambiente negli insediamenti dove lavorino oltre 300 persone.
Però le aziende, per scetticismo e pigrizia (e anche in mancanza
di incentivi agli investimenti, magari come sgravi fiscali, che
il decreto non prevede), fanno una certa resistenza. La Provincia,
prima con la giunta Tamberi e poi con l'attuale vicepresidente
Dario Vermi, è stata l'unica a nominare e confermare il suo mobility
manager, l'architetto Francesco Pierri, che deve favorire la mobilità
alternativa in tutto il Milanese: "Per questo - dice Pierri -
cerchiamo di mappare i "generatori di traffico, che non è detto
siano solo le grandi aziende". Il suo ruolo, chiarisce, è quello
di fare marketing. Lei cosa promuove? "Ad esempio, convenzioni
per viaggiare con mezzi che non siano auto. Come coprire un tragitto
in treno fin dove si può, poi prendere sì l'auto ma solo peri'
ultimo pezzo, in car sharing, un noleggio a basse tariffe, con
procedure semplificate e parcheggi dei noleggiatori vicino a casa.
O il car pooling, la condivisione dell'auto per lo stesso tragitto,
possibile su base aziendale. Se questi sistemi si diffondono,
ecco che magari si può rinunciare alla seconda auto". Da tempo
si parla di car sharing e car pooling ma questi sistemi funzionano?
"In Europa e in America sì. Non si può pensare di competere con
le 1.500 lire del bus, ma pensiamo a offerte calmierate presso
reti consolidate, come gli sportelli bancari. Dalle indagini emerge
disponibilità a pagare di più per avere più comodità e velocità
e grande disaffezione per la macchina. La velocità media in Provincia
è inferiore a 28 km, gli incidenti sono in aumento. Abbiamo messo
troppi semafori, che peggiorano l'inquinamento. Le emissioni aumentano
se sei fermo a bassi giri. Pensate solo alle auto? "No - risponde
Pierri - la spesa su ordinazione portata in ufficio interessa
ai grossi centri commerciali, lo stesso la consegna a casa. Noi
ragioniamo in termini di occupazione delle strade. Un solo camion
che porta la spesa a casa di dieci persone è meno impattante di
quei dieci che vanno e tornano al supermercato. Nel commercio
servono gli interporti perle grandi distanze, mentre la distribuzione
al dettaglio deve capire che tre furgoncini che partono mezzi
vuoti sono peggio di uno pieno. Su queste cose spesso non c'è
attenzione". Nel commercio c'è il problema degli orari. "Va cercata
la flessibilità, con realismo e senza imposizioni conflittuali.
Lo stesso serve per la pubblica amministrazione e le aziende.
Se ci metti un'ora e mezza per arrivare in ufficio, probabilmente
preferirai fare un orario più lungo cinque giorni alla settimana
piuttosto che diluirlo in sei. E se entri dopo un quarto d'ora,
devi poter recuperare uscendo lo stesso un quarto d'ora dopo,
senza pagare per un ritardo che il più delle volte non è colpa
tua". Del famoso piano orari del Comune non si parla più. "Sono
problemi che si affrontano a livello sovracomunale. E le aziende
si convincano che non si tratta di questioni sindacali ma organizzative.
Per le scuole invece è vero, c'è più rigidità. Però nel piano
casa lavoro della Provincia abbiamo inserito anche quelle. Con
l'autonomia e la diversificazione didattica certe trasformazioni
ci aiuteranno".
Stefano Rossi