28 aprile 2000 - Il Sole 24ore, Rapporto trasporti
TRAFFICO URBANO - A due anni dall'approvazione il decreto sulla
mobilità sostenibile nelle città non è stato ancora applicato
I primi passi del mobility manager
È obbligatorio in imprese ed enti con più di 300 dipendenti
Problema numero uno: la pigrizia. Il 30% degli
spostamenti in auto degli europei ha una distanza inferiore ai
tre chilometri. Tre chilometri che si potrebbero percorrere in
10-15 minuti con una bici, e in poco meno di una trentina di minuti
a piedi. Numero due: le infrastrutture inadeguate e obsolete,
incapaci ormai di contenere l'enorme numero di veicoli circolanti:
l'indice di motorizzazione privata in Italia è passato dalle 4,8
auto ogni 100 abitanti del 1960 fino alle oltre 60 auto della
fine degli anni 90. Problema numero tre: le politiche per la mobilità,
ovvero il coraggio delle scelte. Due anni fa in Italia è stato
approvato un decreto (Dl del 27 marzo del ministero dell'Ambiente,
pubblicato sulla Gu n. 179 del 3 agosto '98) che introduce anche
in Italia la disciplina del mobility management. La legge c'è.
E tra l'altro prevede 35 miliardi di finanziamenti. Ma sono ancora
pochi gli enti locali e le aziende private che si sono attivati.
"La macchina spiega Gianni Silvestrini, consigliere del ministro
dell'Ambiente in tema di mobilità sostenibile ha avuto una partenza
lenta. Il ritardo è stato generato dal fatto che le risorse per
creare le strutture di supporto nelle amministrazioni locali sono
arrivate solo a partire da gennaio. Molti si stanno muovendo proprio
in queste settimane". Con la nuova legge, tutte le aziende con
oltre 300 dipendenti, e quelle che ne hanno più di 800 dislocati
in più sedi, situate nei comuni a rischio di inquinamento ambientale
hanno l'obbligo di adottare un piano per gli spostamenti casa-lavoro
dei propri dipendenti (gli americani lo chiamano cotmnuter plan)
e di nominare un responsabile della mobilità aziendale per migliorare
l'accessibilità al luogo di lavoro disincentivando l'utilizzo
personale dell'auto privata a favore di altre modalità di trasporto
(collettivo, ecologico, non motorizzato). Il mobility manager
aziendale deve coordinarsi con i mobility manager delle amministrazioni
locali per razionalizzare il più possibile gli spostamenti sulla
rete urbana. A tal proposito, entro giugno dovrebbe essere approvato
un secondo nuovo decreto sulla mobilità con tutta una serie di
modifiche e aggiornamenti per migliorare il coordinamento tra
i vari responsabili su base locale (aziende, Comuni, Province,
Regioni). "Inoltre racconta Silvestrini nelle prossime settimane
di maggio dovrebbe essere approvato un altro provvedimento con
140 miliardi di stanziamenti per finanziare i progetti di mobilità
presentati dalle aziende". In molte città italiane tuttavia si
stanno già sperimentando dei progetti di mobilità sostenibile.
La prima a partire, anche grazie alle risorse ingenti messe a
disposizione per il Giubileo, è stata Roma, dove circolano ogni
giorno 2 milioni di autoveicoli. La Sta, agenzia per la mobilità
del Comune, ha attivato una struttura di supporto e di coordinamento
dei mobility manager aziendali. Le imprese e gli enti pubblici
che hanno già nominato il responsabile per la mobilità sono 115.
Di questi, quaranta hanno già avviato la realizzazione dei piani
di spostamento. Per attivare i programmi di mobilità sostenibile
monitoraggio e gestione dei flussi di traffico, modalità alternative
all'uso individuale dell'auto privata, sostegno alle imprese sono
stati stanziati 41 miliardi dal ministero per l'Ambiente e altri
19 miliardi confinanziati dal Comune. Più in generale, gli investimenti
che negli ultimi anni hanno interessato il comparto della mobilità
e del trasporto nella capitale sono stati pari a circa 9mila miliardi.
I capitoli principali del piano sono stati: la "cura del ferro",
cioè lo sviluppo del trasporto su rotaia; la "politica della sosta"
con parcheggi di scambio gratuiti in periferia e a pagamento nelle
zone centrali; l'integrazione del trasporto pubblico (un unico
biglietto per bus, treni, metrò e tram); la ristrutturazione della
rete; gli incentivi per i box auto e i mezzi di trasporto ecologico;
il taxibus; il car pooling e la rete integrativa per il Giubileo.
A Mantova con i fondi europei è stato sviluppato un programma
di car pooling che a regime, secondo le previsioni, avrebbe dovuto
ridurre l'utilizzo individuale delle auto private dall'1 al 2,7
per cento. 11 car poollng è l'utilizzo collettivo di un veicolo
da parte di più persone gestito attraverso una centrale operativa
che amministra la banca dati e organizza i gruppi di auto. "Siamo
arrivati dice Adelmo Lodi Rizzini, dirigente dell'Apam, l'azienda
di trasporto pubblico mantovana a formare 401 equipaggi casa-lavoro-casa,
ma il progetto si è bloccato proprio prima di partire perché il
Comune non ha creato i parcheggi gratuiti per le auto a pieno
carico e quelli a pagamento per le auto con un solo conducente".
Torino è all'avanguardia nei sistemi di trasporto intelligente
(Its). Con i fondi comunitari è stata sviluppata una struttura
informativa denominata 5t per il controllo del traffico e della
viabilità della città che, quando sarà a regime, potrà offrire
gratuitamente a tutti i cittadini informazioni in tempo reale.
Attraverso Internet, Televideo, i messaggi sui telefonini, i dispositivi
Rds sulle autoradio e i ricevitori DablDmb si potranno utilizzare
sistemi di route guidance, di controllo della velocità a bordo
auto, di rilevamento e verifica dei flussi di traffico. I cittadini
potranno anche avere informazioni sugli orari dei mezzi pubblici,
sui parcheggi disponibili, sul traffico privato, su partenze e
arrivi dall'aeroporto. In ultimo, nel comune di Cesano Maderno,
in provincia di Milano, sta per partire un progetto di car sharing.
Gli autoveicoli, dalla citycar alla monovolume, potranno essere
prenotati 24 ore su 24 anche per brevi periodi (minimo un'ora)
con una smart card a scalare, tipo Viacard, che permetterà l'avviamento
del motore. Il progetto promosso dalla Provincia di Milano in
collaborazione con Targa Service, società del gruppo Fiat, e con
il Consorzio Trasporti Nord, prevede l'attivazione di 50 automobili
entro due anni. Il servizio ha convenienza economica per chi percorre
meno di 15 mila chilometri all'anno.
Riccardo Barlaam