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28 aprile 2000 - Il Sole 24ore, Rapporto trasporti

L'uso dell'auto privata è diminuito del 20%
La strada verso la cosiddetta mobilità sostenibile è ancora lunga e tortuosa. Tra metropolie cittadine è tuttavia possibile citare alcune esperienze di successo. La prima a Nottingham, Gran Bretagna. La città ha circa 600.000 abitanti; la metà abita nelle aree periferiche. L'amministrazione comunale ha iniziato nel 1995 i primi interventi di monitoraggio e gestione della mobilità urbana attraverso un piano pluriennale di sviluppo. Gli obiettivi consistevano nella riduzione del trasporto privato individuale a favore di quello pubblico, di nuovi servizi di mobilità (car sharing, car pooling) e delle due ruote e il coinvolgimento della realtà imprenditoriale locale per lo sviluppo dei piani di mobilità aziendali. Nel 1996 venne creato un'associazione con le principali organizzazioni locali pubbliche e private per stimolare la realizzazione dei piani spostamento casa-lavoro del personale (obbligatori oggi anche in Italia ai sensi del Decreto Interministeriale del 27/03/98 sulla mobilità sostenibile nelle aree urbane). Parallelamente l'amministrazione realizzò una centrale della mobilità per fornire informazioni e servizi ai cittadini e studiò un sistema di incentivi economici sulle tariffe delle linee di trasporto pubblico attraverso la distribuzione di tessere personali. Il piano pluriennale consentì la riduzione del 20% di utilizzo dell'auto privata per spostamenti casa-lavoro, l'incremento del 12% di utilizzo del trasporto pubblico e del 9% di car sharing.

Dove lo shopping viene consegnato a domicilio
Il secondo esempio è Wuppertal, Germania. La piccola cittadina, situata nel nord-ovest della Germania, ha avviato negli ultimi anni attiva sperimentazione sul fronte della mobilità urbana delle persone e delle merci. Per la prima parte è stato istituito un centro servizi (chiamato "Mobicenter"), che fornisce informazioni e servizi utili per i cittadini, con l'obiettivo di colmare il gap esistente tra i modi di trasporto e gli individui. Chi sia interessato può sapere tutto ciò che ruota attorno alla mobilità (orari delle autolinee, tariffe, ubicazione e costi di aree sosta, dove noleggiare biciclette e quali siano i percorsi più facilitati, situazione del traffico in città e nelle autostrade), acquistare biglietti o abbonamenti integrati al trasporto pubblico e ai parcheggi e allo stesso tempo prenotare un'auto del servizio car sharing, o aderire al car pooling. E' stato anche sperimentato il servizio di consegna a domicilio degli acquisti effettuati in città da residenti in aree esterne. Il progetto ha dimostrato la maggior propensione delle persone ad utilizzare i servizi pubblici, non dovendo trasportare le borse con gli acquisti. Per il trasporto merci è stato impostato un servizio informativo "in real time" per agevolare gli autotrasportatori e incrementare l'efficienza delle consegne dei prodotti.

Gratis le navette-bus tra centro e parcheggi
Il terzo caso di successo è a Ghent, in Belgio. La città conta 250.000 abitanti e ha una struttura architettonica di tipo medioevale, con un centro storico esteso ma attraversato da strade strette, fattore che creava notevoli problemi di viabilità (il 54% dei cittadini si recava in centro con l'auto privata). Dal 1997 è stato avviato un piano per la razionalizzazione della mobilità legata allo "shopping". Grazie alla collaborazione di commercianti e imprenditori privati, l'amministrazione ha limitato l'accesso alle auto private (creando aree pedonali, eliminando parcheggi, ampliando le zone a traffico limitato) e proponendo servizi alternativi: un minibus navetta gratuito di collegamento con parcheggi esterni, biglietti integrati tra autobus e taxi (per potersi spostare anche in orari non agevoli per il trasporto pubblico) e un sistema, denominato "hands free shopping", che prevede la consegna in parcheggi esterni (dove ci sono le autovetture dei clienti) dei prodotti acquistati nei negozi. A questo si aggiungeva un'intensa campagna di informazione e sensibilizzazione nei confronti di cittadini e commercianti.

L'azienda favorisce chi arriva in bici
Il quarto di eccellenza sul tema mobilità riguarda Amsterdam, Olanda. L'amministrazione pubblica ha percorso la strada della mobilità sostenibile fin dai primi anni '90. Nel 1996 ha creato la "Odessey Multimobility Card", un servizio riservato al personale aziendale che si sposta di frequente e che permette, attraverso un call center, di pianificare i viaggi "da porta a porta" attraverso il mix ottimale di modi di trasporto. Il coinvolgimento delle imprese nel mobility management è stato molto alto, i piani di mobilità aziendale sono divenuti strumento di percepita utilità, soprattutto per i dipendenti che possono trarre benefici, anche economici, dall'uso di sistemi alternativi all'auto privata per lo spostamento casa-lavoro e riducono lo stress generato dal traffico. La politica di mobility management della città si inserisce all'interno di un piano di sensibilizzazione sviluppato a livello nazionale che ha reso l'Olanda uno dei principali modelli europei.

Carlo Iacovini
Consulente Methodos, responsabile Ecomobility

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