19 maggio 2000 - Vita
Parla il più famoso mobility manager d'Italia
Il taxi senza autista diventa un business
Intervista a Carlo Jacovini: "Gli enti che gestiscono il car sharing
o il car pooling fatturano miliardi. Svizzera e Germania sono
i Paesi leader. Imitiamoli"
Il mobility management (ovvero l'organizzazione
degli spostamenti) è una disciplina che nasce come iniziativa
spontanea in Europa (soprattutto in Inghilterra, Germania e Svizzera).
Uno dei più noti manager italiani è Carlo Jacovini, bresciano,
tra i promotori della neonata associazione di settore Euromobility
e al centro di numerose iniziative italiane in questo campo, come
quella della Provincia di Milano. "il car sharing", spiega Jacovini,
"è una soluzione per quella che noi chiamiamo "mobilità erratica",
cioè quella non sistematica, che tra l'altro è in aumento con
la diminuzione del lavoro dipendente". Le associazioni più importanti
sono la 'Stattauto" (traducibile in "cittàuto") in Germania, che
si occupa di car sharing ed è nata a Berlino, e la svizzera "Mobility",
che ha un giro d'affari di 20 miliardi. In pratica, è come un
taxi senza autista, a tariffa ridotta, integrato al trasporto
pubblico: per esempio in Svizzera chi usufruisce del car sharing
ha uno sconto sull'autobus. I parcheggi sono localizzati in maniera
che siano raggiungibili in 5-15 minuti a piedi. Un'auto dev'essere
prenotata (per esempio: "Mi serve tra due ore una station wagon"
e il servizio deve assicurare il soddisfacimento del 90% delle
prenotazioni anche se fatte un'ora prima del servizio). "Al parcheggio",
aggiunge Jacovini, "si accede con una tessera magnetica, che serve
anche ad accendere il motore. Questo ha risolto il problema del
ritiro e della consegna delle chiavi. Inserita la carta magnetica,
l'apparecchiatura di bordo registra i dati. Il conto arriva a
casa alla fine del mese". È un sistema molto diffuso, soprattutto
in Germania, Svizzera, Inghilterra, Olanda, e ha tassi di crescita
del 50% all'anno. E in Italia? "Oltre ad avere per primi una legge
specifica, il ministero dell'Ambiente ha stanziato 8 miliardi
per diffondere il car sharing in tutte le città, a patto che i
centri di servizio fossero nazionali". Le prime esperienze concrete
sono quelle di Torino, Milano, Genova, Modena, Bologna, Firenze,
Roma, Napoli. Palermo, Venezia. Il problema è la scelta del sistema
di gestione: "L'offerta è troppo vasta".