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20 giugno 2000 - la Repubblica

"Lavorare tutti di meno per battere il traffico"

ROMA - Altro che settimana corta, settimana cortissima. Quattro giorni lavorativi su sette, pari a turni di nove ore e mezzo giornalieri. In altre parole: una rivoluzione delle abitudini per combattere l'incubo delle ore di punta, quando gli italiani si muovono tutti insieme per raggiungere e tornare dall'ufficio, provocando il blocco della città. La proposta è targata Sta, l'agenzia per la Mobilità del Comune di Roma, che ieri ha organizzato nella capitale un convegno sulla mobilità sostenibile, insieme all'Enea e al ministero dell' Ambiente. "La possibilità di avere un giorno in più di libertà a disposizione potrebbe essere un valido incentivo - spiega il presidente della Sta, Gianni Orlandi - specialmente se questo giorno dovesse cadere all'inizio o alla fine della settimana". Al neo ministro all'Ambiente Willer Bordon l'idea piace e non esclude che possa realizzarsi: "I mobility manager - dice - sono stati creati proprio per studiare organizzazioni del lavoro che abbiano un minore impatto sulla mobilità". Da parte sua, Bordon promette che farà di tutto per inserire nel prossimo Dpef, il documento di programmazione economica e finanziaria in discussione a giorni, finanziamenti per abbattere traffico e inquinamento. "Ma perché questi incentivi abbiano una loro consistenza vanno concertati con i Lavori pubblici e i Trasporti", precisa il ministro. E pensa al sostegno di carburanti puliti, taxi collettivo, car sharing, veicoli elettrici, piste ciclabili. Ancora strategie per la Mobilità sostenibile. La Sta provocatoriamente rilancia: via i parcheggi gratuiti per i dipendenti delle aziende, devono pagare anche loro, seppure una cifra contenuta. La filosofia è la seguente: "L'offerta gratuita di un posto auto è, di fatto, un invito all'uso dell'automobile. Al contrario, nel resto della città, il parcheggio è a pagamento proprio per scoraggiare il ricorso alla macchina. Dunque - sono le conclusioni dello studio - tanto vale eliminare questa contraddizione e applicare la tariffazione nelle aree di sosta aziendali. I proventi potrebbero coprire le spese necessarie per l'organizzazione della mobilità dell'azienda". Dal fronte aziendale, però, la figura del mobility manager ancora non decolla. La legge Ronchi del marzo '98 la rende obbligatoria per le aziende con più di 300 dipendenti, che in tutta Italia sono 2300. A questi esperti la legge dà il compito di individuare forme sostenibili di spostamento dei dipendenti. Ma su un totale di 1071 manager da nominare, soltanto 273 sono quelli che hanno avuto l'incarico e solo il 20% di questi è effettivamente impegnato a razionalizzare la mobilità dell'impresa. Così la fotografia prodotta dall' associazione Euromobility. Eppure il traffico fa male non solo all'ambiente e alla salute, ma anche all'economia. Secondo dati forniti dall'Enea, ogni italiano perde 20 milioni l'anno alla guida della sua auto, le cure ospedaliere per gli incidenti stradali costano 38.000 miliardi all'anno. Un cittadino della metropoli con un apparato respiratorio funzionante inala 200 microgrammi al giorno di benzene, nota sostanza cancerogena.

Cecilia Gentile

 

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