11 settembre 2000 - la Repubblica
Al lavoro in bus? Paga il Comune
Piano mobilità delle aziende, un bonus a chi lascia l’auto Venticinquemila
dipendenti interessati al progetto che dovrebbe ridurre notevolmente
il traffico cittadino
Trecentomila lire all’anno, è questo il contributo
che il comune darà a ogni lavoratore che utilizzerà i servizi
alternativi aziendali per raggiungere il posto di lavoro. La misura
è stata approvata in una delibera della Giunta comunale, che prevede
tra le altre cose anche contributi alle aziende con più di trecento
dipendenti, quelle che, secondo un decreto del Ministero dell’Ambiente
del marzo del 1998, si devono dotare di un mobility manager e
di un conseguente piano per gli spostamenti casalavoro.
La delibera, che interesserà circa venticinquemila lavoratori,
prevede che le aziende presentino un progetto di riorganizzazione
degli spostamenti dei propri dipendenti. Con l’aiuto della Sta,
l’azienda per la mobilità del Campidoglio, le imprese accederanno
a una banca dati che consentirà a più società di proporre dei
progetti congiunti. I progetti dovranno tener conto della situazione
attuale, della durata degli spostamenti e proporre un sistema
di trasporto collettivo possibilmente integrato con la rete pubblica
e i parcheggi di scambio. A questo proposito il contributo che
ogni lavoratore avrà per il trasporto sarà aumentato di centoventimila
lire per i titolari di un abbonamento annuale Metrebus. Le aziende
avranno inoltre un contributo fisso di quindici milioni e un ulteriore
rimborso pari a venti lire per posto chilometro annuo di servizio
offerto.
«Siamo la prima città in Italia» dice il vice sindaco e assessore
alle politiche della mobilità Tocci «a presentare un progetto
così avanzato. Questo vorrà dire minor inquinamento atmosferico
e acustico oltre che a un vantaggio indiscusso per i cittadini
che potranno usufruire del servizio». E quando si prevede che
i primi servizi alternativi aziendali partano? «La delibera è
immediatamente operativa, non appena avremo i progetti e questi
saranno approvati, saranno immediatamente erogati i finanziamenti».
I fondi utilizzati per l’operazione vengono da un finanziamento
chi il Ministero dell’Ambiente aveva assegnato al Comune per favorire
i progetti legati all’istituzione della figura del mobility manager
nelle aziende con più di trecento dipendenti e agli interventi
per incentivare il trasporto elettrico e la mobilità aziendale.
Per quel che riguarda il mobility manager, questa nuova figura
professionale che si occuperà dei problemi dei trasporti dei dipendenti,
sono già 167 le aziende che hanno provveduto a mettersi in regola
con la nuova normativa. E altre venti dovrebbero farlo al più
presto. Questo su un totale di circa duecentocinquanta aziende
interessate al provvedimento. Ma il Comune prevede di consentire
anche alle società di dimensione inferiore ai trecento dipendenti
l’utilizzazione del piano per favorire un’ottimizzazione delle
risorse.
Bernardino Campello