10 ottobre 2000 - la Repubblica
Al lavoro? In auto da soli
La metà dei romani usa sempre la macchina In Campidoglio i "mobility
manager" delle aziende. La nuova ricetta: accordi per i trasporti
tra gli uffici di quartiere
Spostamenti casa lavoro. La nuova ricetta per
ridurre il traffico privato si chiama equipaggio interaziendale.
Su un’unica macchina o su un minibus si sposteranno non soltanto
i dipendenti di una stessa ditta, come succede adesso per il Policlinico
o per gli uffici in Campidoglio, ma addetti di imprese diverse
che gravitano nello stesso territorio. La chiave di volta di tutto
il progetto è un software che la Sta, l’agenzia comunale per la
mobilità, metterà a disposizione delle aziende entro l’anno insieme
ad una banca dati rigorosamente anonima. Contemporaneamente verrà
attivato anche un sito web che ospiterà un forum tra le aziende,
una rete extranet che permetterà scambi di esperienze e circolazione
di idee. E chissà se questa nuova strategia servirà a cambiare
le abitudini dei romani. Per il momento i cittadini della capitale
non schiodano dall’auto privata. Un’indagine compiuta dalla Sta
su un’azienda campione dice che il 46,7 per cento dei dipendenti
prende la macchina per andare al lavoro: una macchina, una persona.
C’è uno sparuto 0,4 per cento di temerari che si muove in bicicletta,
un 10 per cento che sceglie il bus, quasi il 14 per cento usa
la metropolitana. Un bel lavoro per i mobility manager, gli esperti
aziendali incaricati dal decreto Ronchi di organizzare forme sostenibili
di spostamento dei dipendenti. La legge vuole che ogni impresa
con più di 300 addetti ne sia fornita. Per la prima volta il Comune
li ha convocati tutti quanti, anticipando una mossa che il ministro
all’Ambiente Willer Bordon ha annunciato per il prossimo febbraio
su scala nazionale. L’iniziativa arriva all’indomani della delibera
di giunta che ha stanziato tre miliardi e 100 milioni fino al
settembre 2002 per i progetti e i servizi di trasporto collettivo
aziendale. A Roma finora sono 167 i mobility manager, per un totale
di 250.955 dipendenti. Ad incontrarli ieri c’erano il sindaco
Rutelli, il suo vice Tocci, il presidente della Sta Orlandi e
il ministro Bordon, che ha annunciato nuovi incentivi per la mobilità
sostenibile. «In questo scorcio di 2000 metteremo a disposizione
altri 110 miliardi ha detto il ministro Potranno utilizzarli i
comuni che presenteranno progetti per monitorare e ridurre l’inquinamento».
Bordon è stato anche molto critico sulle ultime giornate senz’auto:
«Bisogna correggere il tiro, altrimenti rischiano di diventare
uno stanco rituale controproducente». Sapete per quali ragioni
i romani non mollano la macchina? Sempre secondo il sondaggio
perché con i mezzi pubblici la durata del viaggio sarebbe troppo
lunga, perché manca un collegamento diretto, per essere autonomi
negli spostamenti. Dunque il car pooling interaziendale, il mezzo
collettivo (almeno tre passeggeri), un espediente per aggirare
le falle del trasporto pubblico senza appesantire troppo il traffico
cittadino. Secondo gli esperti potrebbe funzionare per esempio
nella zona fra l’università e il Policlinico. Dentro ci sono anche
il Cnr, la Biblioteca Nazionale, la redazione di Repubblica e
del Corriere dello Sport. Manuela Astrologo, mobility manager
del Policlinico Umberto primo, che per la sua azienda ha già organizzato
185 equipaggi e ne ha 20 in lista d’attesa, aspetta con impazienza
che venga attivato il famoso software. Ma per organizzare il car
pooling interaziendale ci vogliono una serie di notizie da inserire
in banca dati. Per esempio i questionari anonimi che danno informazioni
sulla residenza e gli itinerari dei dipendenti. E qui l’operazione
va al rallentatore. Su 167 aziende soltanto 60 hanno consegnato
il materiale alla Sta.
Cecilia Gentile