novembre 2000 - Trasporti Pubblici
La sfida dei Mobility Manager , il bilancio è
sempre più positivo
Nell'ultimo numero della rivista si è parlato
del Mobility Manager e soprattutto di Euromobility, l'Associazione
nata con lo scopo di riunire i manager della mobilità per diffondere
e per diventare un punto di riferimento per le imprese e le organizzazioni
del settore. Infatti il Decreto 27 marzo 1998 del Ministero dell'Ambiente
prevede che ogni azienda con più di 300 dipendenti realizzi un
piano degli spostamenti casa-lavoro nominando appunto un Mobility-Manager.
Questa figura è affiancata poi dal Mobility Manager di Area -
figura di coordinamento territoriale che di norma viene nominato
dai comuni - con l'obiettivo proprio di assistere e guidare il
processo attivato. Tutto ciò permette di approfondire, da un lato,
la relazione azienda-dipendente, favorendo un clima interno migliore,
producendo risparmi individuali e aziendali, ottenendo visibilità
ed immagine sul tema ambientale e soprattutto sulla qualità della
vita e, dall'altro, di decongestionare il traffico veicolare privato
stimolando l'utilizzo dei mezzi pubblici e di forme di spostamento
innovative ed alternative. Ebbene, il tema è di rilevanza tale
che la 56° Conferenza del Traffico e della Circolazione, che si
tiene ogni anno a Riva del Garda, organizzata dall'ACI, ha dedicato
alla figura del Mobility Manager la sessione di apertura il giorno
18 ottobre con il titolo: " Fattori di successo per la gestione
della mobilità urbana e aziendale: credibilità e comunicazione".
E' stata l'occasione per ripercorrere le tappe sulla istituzione
di questa figura, sulle finalità ma, soprattutto, per fare il
punto sullo stato dell'arte e per conoscere i risultati di alcune
esperienze già attivate. Si è trattato di fotografare la situazione,
come dice Carlo Iacovini, Segretario di Euromobility, nel momento
in cui il tema della mobilità urbana, dell'inquinamento, della
sicurezza stradale e della qualità della vita nei centri urbani,
sono al centro dell'attenzione e costituiscono uno dei dibattiti
principali sui media, fra gli addetti, ma non solo, ai lavori.
Introducendo i lavori del seminario il Presidente di Methodos,
Toni Muzi Falconi, ha affermato che i fattori per la gestione
della mobilità urbana e aziendale sono due e cioè: credibilità
e comunicazione. Questo perché in un diluvio informativo, la sola
strategia permessa è che le aziende, le istituzioni interessate
e deputate al problema, assumano indirizzi, comportamenti e strategie
coerenti, consapevoli, condivisi in maniera da essere - non solo
apparire - coerenti. E queste strategie devono essere "comunicate"
adeguatamente, illustrate, all'interno ed all'esterno delle rispettive
organizzazioni, così da stimolare atteggiamenti e opinioni favorevoli,
consapevolezza, coinvolgimento. Una prima risposta a questi input
è venuta da Alberto Santel, Segretario dell'Associazione delle
Città Italiane per la mobilità sostenibile e per lo sviluppo dei
trasporti. Questo organismo, che attualmente comprende 14 fra
le principali città italiane - ma è aperta a tutti quanti si riconoscono
negli obiettivi - si prefigge di promuovere una cultura della
mobilità "sostenibile", favorendo lo scambio di opinioni ed esperienze,
assistendo e coadiuvando con i Mobility Manager e con i Mobility
di Area, per la definizione di piani e programmi in materia di
traffico e circolazione, collaborando con il Ministero dell'Ambiente
in qualità di "Nazional focal point" cioè come soggetto catalizzatore
di esperienze e per la divulgazione delle iniziative. Non a caso
l'Associazione organizzerà, sempre in collaborazione con il Ministero
dell'Ambiente, la quinta edizione della Conferenza Internazionale
ECOMM 2001 - Eurpean Conference on Mobility Management - che si
terrà Roma dal 6 al 9 febbraio 2001. Carlo Iacovini ha quindi
presentato i risultati della ricerca di Euromobility che, come
detto, è una sorta di inventario della situazione. Gli obiettivi
erano: · delineare ciclicamente lo stato dell'arte del Mobility
Management in Italia · definire il quadro d'insieme del Mobility
Management (mercato attuale e a tendere) · individuare le principali
attività svolte dal Mobility Manager · evidenziare le principali
criticità incontrate dai Mobility Manager Intanto i Mobility Manager
di Area ( nominati prevalentemente dai Comuni ) sono 60 e la loro
attività consiste nel: - censimento locale delle aziende interessate
al mobility management - avvio di iniziative di sensibilizzazione
verso le aziende e verso i cittadini - redazione, invio e analisi
di questionari informativi sulla mobilità - creazione di strumenti
di comunicazione a supporto delle aziende - indagini interne sui
propri dipendenti - avvio di sperimentazioni di nuovi servizi
/car sharing, car pooling, taxi collettivi) I Mobility Manager
nominati sono: Comune Nominati Totale individuati Roma 167 210
Torino 37 56 Firenze 27 57 Genova 15 30 Perugia/Terni 14 14 Mantova
14 14 Milano (Provincia) 13 400 (stimati) Palermo 11 25 Bologna
8 65 (stimati) Modena 4 10 Venezia np 22 Totale 310 903 Il mercato
"a tendere" del Mobility Management aziendale si sviluppa con:
· coinvolgere le imprese con meno di 300 addetti, seguendo il
modello di altri paesi europei · coinvolgere le imprese con oltre
300 addetti, indipendentemente dalla sede dell'impresa come indicato
dal Decreto 2600 imprese con oltre 250 addetti (2300 sopra i 300
dipendenti) 1291 Comuni non capoluogo 1342 Comuni capoluogo Le
principali difficoltà che i Mobility Manager incontrano sono dovute
al fatto che: · sono troppo pochi · non si conoscono fra loro
· non hanno un profilo professionale ben definito all'interno
della loro azienda ( si occupano di altro) · non hanno un punto
di riferimento consolidato. Inoltre: · scarsa attenzione e sensibilità
da parte delle aziende per timori di ripercussioni di ordine economico
e contrattuale con i propri dipendenti; · aggravio del proprio
carico di lavoro · difficoltà ad intervenire sui dipendenti per
problemi legati alla privacy A questo punto sono state presentate
le prime esperienze vere e proprie, partendo con la relazione
dell'Arch. Claudio Massa della STA di Roma.Questa - Società Trasporti
Automobilistici SpA Agenzia della Mobilità del Comune di Roma,
ha per missione la progettazione di programmi e piani operativi
connessi alla mobilità e allo sviluppo urbanistico. Coerentemente
con ciò la STA ha coadiuvato e coordinato le attività dei Mobility
Manager e di Area di Roma nel modo seguente: Obiettivi strategici
del Mobility Management Ridurre l'inquinamento prodotto dal traffico
Sviluppare un programma di mobilità sostenibile Obiettivi strumentali
o Ridurre l'uso dei mezzi di tra sporto individuali, a favore
dei trasporti collettivi, individuando soluzioni per razionalizzare
e ampliare l'offerta di servizi in una logica di sistema e di
integrazione modale o Organizzare la domanda di trasporto dei
dipendenti delle principali aziende ed enti ( con più di 300 addetti),
indirizzandola verso l'utilizzo di sistemi innovativi di trasporto
collettivo o Promuovere l'innovazione tecnologica, gestionale
e le tecniche diinformazione sui servizi di trasporto offerti
o Favorire la progressiva diffusione di veicoli a minimo impatto
ambientale Sistema di relazioni STRUTTURA DI SUPPORTO MOBILITY
MANAGER Ministero dell'Ambiente Comune di Roma Aziende pubbliche
TPL Operatori privati TPL Aziende/ Enti Scuole Associazioni di
categoria Compiti della Struttura di Supporto Comunale Il Comune
di Roma ha attivato presso la S. T. A. una Struttura di Supporto
con il compito di: * promuovere azioni di divulgazione, formazione
e di indirizzo presso le aziende/ Enti interessate ai sensi del
decreto * codificare ed elaborare i dati sulla mobilità casa-
lavoro dei dipendenti, forniti dalle aziende creando una banca
dati * assistere alla redazione dei PSCL ad aziende/ enti e per
l'istituzione di nuovi servizi integrati di trasporto collettivo
* verificare soluzioni con il supporto delle aziende di TPL per
il miglioramento del servizio e l'integrazione con servizi di
trasporto complementari e innovativi. * favorire l'integrazione
tra i PSCL tenendo conto delle politiche nel settore dei trasporti
dell'Amministrazione Comunale * promuovere il confronto e la concertazione
dei progetti con le associazioni di categoria, con le rappresentanze
dei lavoratori, con le aziende di trasporto pubblico e gli operatori
del settore, * fornire un supporto tecnico per la definizione
dei criteri e delle modalità per l'erogazione di contributi ai
progetti di mobilità sostenibile * fornire un supporto tecnico-
legale per la stipula di accordi di programma tra l'Amministrazione
Comunale e le aziende per l'attuazione dei PSCL e per l'istruttoria
di attribuzione di contributi * fornire un supporto tecnico- organizzativo
per l'attivazione di progetti pilota di servizi di trasporto scolastico,
di concerto con le scuole e lefamiglie * promuovere la diffusione
di sistemi e mezzi di trasporto a basso impatto ambientale * monitorare
gli effetti delle misure attuate in termini di impatto ambientale
e decongestione del traffico veicolare * creare un osservatorio
e una rete di collegamento e di scambio informativo con le diverse
esperienze di mobilità sostenibile Attività avviate per i PSCL
o Censimento Aziende/ Enti interessati o Predisposizione delle
Linee Guida per i Mobility Manager o Invio documentazione informativa
e contatti con le Aziende o Predisposizione e distribuzione dei
questionari per i dipendenti o Codifica ed elaborazione dei dati
raccolti o Individuazione di incentivi e facilitazioni per i dipendenti
e le aziende o Stipula di protocolli di intesa con le associazioni
di categoria o Campagna di comunicazione e attivazione sito WEB
o Organizzazione di gruppi di lavoro tra MM, associazioni di categoria,
sindacati, aziende di trasporto pubblico e operatori di servizi
di trasporto privato, per individuare soluzioni integrate e per
la concertazione di interventi mirati o Elaborazione dati per
attivare servizi di trasporto scolastici Situazione Nomine Mobility
Manager nel Comune di Roma 167 aziende hanno nominato il Mobility
Manager (addetti 250.955) 31 aziende hanno in corso la nomina
del Mobility Manager (addetti 50.945) 12 aziende non si sono ancora
attivate (addetti 13.100) SERVIZI TAXI-BUS: progetti presentati
181 progetti approvati 62 in corso di attivazione 15 CAR-POOLING
Campidoglio equipaggi 65 adesioni 180 Policlinico equipaggi 185
adesioni 550 NOLEGGIO CICLOMOTORI ELETTRICI totale noleggi 7015
A Torino invece è stato istituito un gruppo pilota di 21 Aziende:
* Comune * Atm * Aem * ASL 4 *ASO CTO * ASO Molinette * ASO S.
Anna * CRT * CSELT * ENEL * FIATAVIO * FIATGESCO * FS Direz. Reg.
* MICHELIN * PT Torino * Regione Piemonte * Telecom It. * Toro
Assicurazioni interessanti 37 sedi aziendali e 35 mila addetti,
con il seguente calendario: Gennaio 2000 Avvio Febbraio Distribuzione
questionari Aprile Registrazione e georeferenziazione dei dati
Luglio Analisi statistica dei dati Agosto Predisposizione Piani
della Mobilità Settembre Individuazione iniziative Questo ha stimolato
la ricerca di potenziali nuovi servizi quali: · Trasporto collettivo
con minibus (indirizzato a scuole, aziende e al settore del commercio)
· Car pool · biciclette Questa prima fase ha permesso di individuare
alcuni step per proseguire il lavoro modificando e calibrando
gli interventi: · esigenze e impegni personali hanno determinato
orari individuali fondati sul prevalente uso dell'auto · il fattore
tempo è la chiave per migliorare i servizi esistenti e per generarne
di nuovi · si può creare un'offerta di nuovi servizi per la mobilità
aziendale, scolastica e commerciale · intervenendo consensualmente
sui tempi e sugli orari della Città L'obiettivo principale è di
far convergere il mercato dell'offerta e quello della domanda
di mobilità: · generare il mercato di nuovi servizi alla mobilità
· fare sorgere i soggetti dotati delle risorse per l'avvio dei
servizi L'esperienza invece del Policlinico Umberto I, nasce nel
1998 con l'intento di razionalizzare ed ottimizzare gli spostamenti
caca-lavoro del personale, per regolamentare gli accessi di visitatori,
dei fornitori e dei pazienti interessati alla relazione casa-ospedale,
nonché degli studenti frequentanti corsi di studio. Anche in questa
realtà si è cercato di sviluppare ed incrementare forme di trasporto
e mobilità alternative: · car-pooling (da 130 equipaggi a 250)
· car-sharing (auto di proprietà comune, eventualmente anche aziendale
· taxi collettivo · minibus o navette · bus aziendale Il processo
è stato suddiviso in cinque fasi (A-B-C-D-E), passando dall'analisi
della situazione attuale fino alla verifica dei risultati, attraverso
la stesura di un progetto di mobilità, la mappatura delle zone
di provenienza, la distribuzione e poi elaborazione dei questionari
(comunicazione interna, individuale/collettiva), l'allestimento
di un Centro Operativo Carpooling STA. E' stato così possibile
razionalizzare il parcheggio e l'accesso all'area del Policlinico,
introducendo norme regolamentari e sono stati raggiunti n° 165
equipaggi di carpooling. Appare evidente la grande novità che
il Mobility Manager rappresenta nel mondo del trasporto e - appunto
della mobilità - . Si tratta infatti di una risposta concreta
ai problemi del traffico e soprattutto è una risposta che si pone
dalla parte della domanda di mobilità. Troppo spesso abituati
a discutere e ad ascoltare propositi e progetti che "offrono"
soluzioni il più delle volte accademici, il Mobility Manager tenta
e, pare con qualche possibilità di successo - di modificare le
abitudini dei cittadini, di coinvolgerli e renderli protagonisti
del primo reale cambiamento sui modi di spostarsi nelle città.
Ma non solo questo. Si potrebbe ragionevolmente pensare e perseguire
anche un ruolo diverso per le aziende di trasporto pubblico, dando
alle stesse i connotati di "promotrici e coordinatrici" della
politica della mobilità nelle città e perché no, il ruolo stesso
di "Mobility Manager" per eccellenza. Non a caso il Decreto Burlando
e successive modificazioni può prevedere la diversificazione delle
attività, l'acquisizione di spazi professionali diversi per un
ruolo attivo delle stesse nel contesto urbano e del traffico.