Roma, Quattro mesi per uscire sulla
"Gazzetta Ufficiale" non sono di buon auspicio. Quanto
meno per norme che hanno la pretesa di risolvere il problema
dell'inquinamento da traffico nelle grandi città che
sono invece rimaste al semaforo, bloccate nell'intasamento di
fine legislatura. Ora sono finalmente apparsi sulla "Gazzetta
Ufficiale" n. 80 del 5 aprile 2001 i decreti del ministero
dell'Ambiente (due del 20 e uno del 22 dicembre 2000). Norme
attuative, ma essenziali perché definiscono nel concreto
finanziamenti e incentivi ai Comuni che metteranno in atto una
seria politica di contenimento del traffico.
Mobility management. Il primo decreto
è dedicato a integrare quello del 27 marzo 1998, che
all'articolo 3 prevede l'istituzione, da parte dei Comuni, di
una struttura di supporto e coordinamento fra responsabili della
mobilità aziendale che mantenga contatti con amministrazioni
comunali e aziende di trasporto pubblico, per ridurre l'impatto
ambientale del traffico. Per questo il Dm del 20 dicembre stabilisce
che la struttura faccia capo al "mobility manager"
di area. E stanzia cofinanziamenti per 30 miliardi di lire per
i progetti presentati da Comuni o associazioni di Comuni che
prevedono realizzazioni, integrazioni o completamento dei piani
già predisposti dai mobility manager aziendali (obbligatori
dal 1998 in tutte le aziende con più di 300 addetti)
o di area. La percentuale massima di cofinanziamento è
del 50% del costo complessivo dei progetti. Per il funzionamento
della "struttura di supporto" il cofinanziamento potrà
arrivare al 40% delle spese sostenute per il secondo anno di
attività. Potranno presentare istanza di cofinanziamento
i Comuni, le associazioni di Comuni e le Province (su delega
dei Comuni). Il modulo per l'istanza, allegato al Dm, sarà
comunque disponibile sul sito Internet www.minambiente.it. Va anche segnalato che
è stata già costituita l'Associazione delle Città
Italiane per la mobilità sostenibile e lo sviluppo dei
trasporti (www.cittamobile.it).
Per promuovere i mobility manager è sorta invece l'associazione
Euromobility (www.euromobility.org).
Car sharing. È già operativa
"Ics, Iniziativa car sharing", una struttura di coordinamento
nazionale che promuove il servizio di taxi collettivo (car sharing).
Ed è proprio a questa struttura che fa riferimento il
secondo Dm del 20 dicembre. Dieci miliardi vengono assegnati
a Ics, per la realizzazione del progetto nazionale, una volta
che Ics abbia dimostrato di aver utilizzato, per la realizzazione
dei progetti, almeno l'80% delle risorse già assegnate
in precedenza. A Ics aderiscono 14 Comuni, con capofila Modena,
e altri stanno perfezionando l'adesione.
Altri finanziamenti. Il terzo decreto,
quello del 22 dicembre, stanzia altri 68 miliardi per sei aree
d'intervento. Gli importi sono cofinanziamenti destinati ai
Comuni che realizzeranno politiche "radicali" per
la "mobilità sostenibile nelle aree urbane".
Le aree d'intervento sono così definite: taxi collettivi,
trasporticollettivi innovativi; regolazione del traffico in
centro; veicoli elettrici per il trasporto pubblico; flotte
di biciclette e veicoli elettrici appartenenti a Comune ed enti
pubblici, monitoraggio degli inquinanti atmosferici, progetti
dimostrativi per veicoli e dispositivi antinquinamento.
Saverio Fossati