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26 aprile 2001 - Il Sole 24 Ore - Trasporti

CITTÀ E TRAFFICO: in via di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale il decreto del ministero dell'Ambiente che destina 30 miliardi ai progetti del settore

MOBILITY MANAGER, PARTE LA CORSA AI FONDI
Le richieste saranno evase in ordine di presentazione fino a esaurimento controlli severi sull'avanzamento delle iniziative

Il patto è goloso: 30 miliardi di finanziamenti interamente dedicati al mobility management. Con un decreto del 20 dicembre scorso - in pubblicazione a gironi sulla "Gazzetta Ufficiale" -il ministero dell'Ambiente ha stanziato un pacchetto di fondi da destinare ai progetti del settore. Nel decreto - che sarà accompagnato successivamente dalla pubblicazione dell'avviso - è previsto un accesso ai finanziamenti più ampio rispetto al passato. Il decreto Ronchi del 27 marzo 1998 che si istituì la figura del mobility manager aveva posto, infatti, sbarramenti piuttosto rigidi: la nuova figura doveva essere istituita in Comuni al di sopra dei 150 mila abitanti e nelle aziende con più di 300 dipendenti (o con più di 800 divisi nelle filiali) situate in aree a rischio ambientale. Il testo del 20 dicembre di fatto spazza via i vecchi limiti ed estende la possibilità di usufruire dei finanziamenti a più soggetti. Ma non solo: l'esame e l'approvazione delle iniziative saranno soggette a criteri basati sull'ordine di presentazione. Il metodo dunque privilegerà i progetti arrivati interessati di arrivare pronti alla data di entrata in vigore della normativa, il ministero dell'Ambiente ha predisposto la successiva pubblicazione dell'avviso di presentazione delle domande che presumibilmente accenderà un intervallo di 30 giorni. Il decreto stanzia 30 miliardi di cofinanziamento destinati in via dedicata alle attività di mobility management (altri tre decreti stanzieranno 68 miliardi per la mobilità sostenibile, 10 miliardi per il car-sharing e 40 miliardi per il Gpl): nella fattispecie si fa riferimento ai progetti presentati dalle strutture di area (Comuni, forme associative di Comuni) relativi alla realizzazione, integrazione o completamento degli interventi di spostamento casa-scuola-lavoro, previsti all'interno dei piani realizzati dai mobility manager d'area (i fondi, tra l'altro, potranno interessare anche le attivitˆ sperimentali). Per cofinanziamento si intende una quota pari al 50 per cento del costo complessivo dei progetti: la restante parte dovrà essere messa a disposizione a livello locale, con la partecipazione delle aziende interessate. Il testo del provvedimento si spinge, poi, ben oltre e prevede specificatamente il cofinanziamento di piani spostamento casa-lavoro o di quelli sulla gestione della mobilità inerenti ad aree industriali artigianali, commerciali, di servizi, poi scolastici e sanitari o aree che ospitano manifestazioni ad alta affluenza di pubblico. Una novità che in sostanza sgombra il campo alle limitazioni sul numero degli abitanti e sulla classificazione delle aree a rischio ambientale. Nel pacchetto (si veda tabella) sono dunque compresi sia i Comuni che hanno già avviato le attività di gestione e organizzazione della domanda di mobilità, sia quelli che non si sono ancora dotati di una loro struttura ad hoc. E non finisce qui: il decreto fa esplicito riferimento anche alle sinergie e prevede un cofinanziamento per le aree industriali e artigianali di un unico ufficio di mobility management. Le modalità di finanziamento sono diverse caso per caso, a seconda dei progetti presentati: per tutti però varrˆ la regola dei primi arrivati. Evaderemo le domande mano mano che arriveranno - spiegano al ministero dell'Ambiente - fino a esaurimento dei fondi. Negli allegati del decreto sono riportate le modalità di stesura delle domande, ma per snellire le procedure a breve sarà disponibile sul sito del Ministero (www.minambiente.it) il modulo prestampato. Le richieste dovranno essere inviate al servizio per l'inquinamento atmosferico, acustico e rischi industriali sia in formato elettronico che in formato cartaceo che ne controlla le condizioni di ricevibilità. Mentre la valutazione della congruità dei finanziamenti da erogare, nonché i contenuti e la fattibilità dei progetti saranno valutati dal comitato tecnico del ministero dell'Ambiente. L'erogazione dei fondi si distribuirà in tre fasi: la prima del 30% entro sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda; la seconda di importo pari al 50% al ricevimento del programma operativo; la terza a saldo soggetta alla presentazione del rendiconto previa verifica delle attività svolte. Il monitoraggio dello stato dell'arte delle iniziative finanziate permetterà al Ministero di distogliere le sovvenzioni e destinarle altrove.

Flavia Landolfi

 

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