CITTÀ E TRAFFICO: in via di pubblicazione
sulla Gazzetta ufficiale il decreto del ministero dell'Ambiente
che destina 30 miliardi ai progetti del settore
MOBILITY MANAGER, PARTE LA CORSA AI FONDI
Le richieste saranno evase in ordine di presentazione fino a
esaurimento controlli severi sull'avanzamento delle iniziative
Il patto è goloso: 30 miliardi di finanziamenti
interamente dedicati al mobility management. Con un decreto
del 20 dicembre scorso - in pubblicazione a gironi sulla "Gazzetta
Ufficiale" -il ministero dell'Ambiente ha stanziato un
pacchetto di fondi da destinare ai progetti del settore. Nel
decreto - che sarà accompagnato successivamente dalla
pubblicazione dell'avviso - è previsto un accesso ai
finanziamenti più ampio rispetto al passato. Il decreto
Ronchi del 27 marzo 1998 che si istituì la figura del
mobility manager aveva posto, infatti, sbarramenti piuttosto
rigidi: la nuova figura doveva essere istituita in Comuni al
di sopra dei 150 mila abitanti e nelle aziende con più
di 300 dipendenti (o con più di 800 divisi nelle filiali)
situate in aree a rischio ambientale. Il testo del 20 dicembre
di fatto spazza via i vecchi limiti ed estende la possibilità
di usufruire dei finanziamenti a più soggetti. Ma non
solo: l'esame e l'approvazione delle iniziative saranno soggette
a criteri basati sull'ordine di presentazione. Il metodo dunque
privilegerà i progetti arrivati interessati di arrivare
pronti alla data di entrata in vigore della normativa, il ministero
dell'Ambiente ha predisposto la successiva pubblicazione dell'avviso
di presentazione delle domande che presumibilmente accenderà
un intervallo di 30 giorni. Il decreto stanzia 30 miliardi di
cofinanziamento destinati in via dedicata alle attività
di mobility management (altri tre decreti stanzieranno 68 miliardi
per la mobilità sostenibile, 10 miliardi per il car-sharing
e 40 miliardi per il Gpl): nella fattispecie si fa riferimento
ai progetti presentati dalle strutture di area (Comuni, forme
associative di Comuni) relativi alla realizzazione, integrazione
o completamento degli interventi di spostamento casa-scuola-lavoro,
previsti all'interno dei piani realizzati dai mobility manager
d'area (i fondi, tra l'altro, potranno interessare anche le
attivitˆ sperimentali). Per cofinanziamento si intende una quota
pari al 50 per cento del costo complessivo dei progetti: la
restante parte dovrà essere messa a disposizione a livello
locale, con la partecipazione delle aziende interessate. Il
testo del provvedimento si spinge, poi, ben oltre e prevede
specificatamente il cofinanziamento di piani spostamento casa-lavoro
o di quelli sulla gestione della mobilità inerenti ad
aree industriali artigianali, commerciali, di servizi, poi scolastici
e sanitari o aree che ospitano manifestazioni ad alta affluenza
di pubblico. Una novità che in sostanza sgombra il campo
alle limitazioni sul numero degli abitanti e sulla classificazione
delle aree a rischio ambientale. Nel pacchetto (si veda tabella)
sono dunque compresi sia i Comuni che hanno già avviato
le attività di gestione e organizzazione della domanda
di mobilità, sia quelli che non si sono ancora dotati
di una loro struttura ad hoc. E non finisce qui: il decreto
fa esplicito riferimento anche alle sinergie e prevede un cofinanziamento
per le aree industriali e artigianali di un unico ufficio di
mobility management. Le modalità di finanziamento sono
diverse caso per caso, a seconda dei progetti presentati: per
tutti però varrˆ la regola dei primi arrivati. Evaderemo
le domande mano mano che arriveranno - spiegano al ministero
dell'Ambiente - fino a esaurimento dei fondi. Negli allegati
del decreto sono riportate le modalità di stesura delle
domande, ma per snellire le procedure a breve sarà disponibile
sul sito del Ministero (www.minambiente.it)
il modulo prestampato. Le richieste dovranno essere inviate
al servizio per l'inquinamento atmosferico, acustico e rischi
industriali sia in formato elettronico che in formato cartaceo
che ne controlla le condizioni di ricevibilità. Mentre
la valutazione della congruità dei finanziamenti da erogare,
nonché i contenuti e la fattibilità dei progetti
saranno valutati dal comitato tecnico del ministero dell'Ambiente.
L'erogazione dei fondi si distribuirà in tre fasi: la
prima del 30% entro sessanta giorni dalla data di presentazione
della domanda; la seconda di importo pari al 50% al ricevimento
del programma operativo; la terza a saldo soggetta alla presentazione
del rendiconto previa verifica delle attività svolte.
Il monitoraggio dello stato dell'arte delle iniziative finanziate
permetterà al Ministero di distogliere le sovvenzioni
e destinarle altrove.
Flavia Landolfi