Goggi: non si può obbligare nessuno
Milano è fra le città italiane
con il minor numero di mobility manager.
«Non possiamo obbligare le aziende a nominare il loro
manager della mobilità - risponde l'assessore comunale
al Traffico, Giorgio Goggi (nella foto). Faremo invece pressioni
sull'associazione dei mobility manager affinché stimoli
il rispetto del decreto che ne prevede l'istituzione.»
Ma la giunta crede nell'efficacia di questa figura?
«Si tratta di una funzione ideata da Ronchi quand'era
ministro dell'Ambiente. Intendiamo sfruttarne appieno le potenzialità
e speriamo che possa aiutare a ridurre l'utilizzo dell'auto
per gli spostamenti casa-lavoro.»
Il Comune da parte sua che cosa sta facendo?
«Abbiamo ottemperato a quanto previsto dal decreto Ronchi,
cioè abbiamo nominato sia il mobility manager interno
all'amministrazione, che si occupa degli spostamenti dei dipendenti
municipali (è Antonio Colucci), sia quello cosiddetto
d'area (è Paola Villani), che invece deve coordinare
e stimolare il lavoro delle aziende.»
Visti i risultati, lo stimolo è stato debole oppure non
è stato accolto. Tanto che Milano rischia di perdere
i fondi statali se entro la fine dell'anno non sarà stato
nominato un numero sufficiente di mobility manager.
«Non so che dire. Ripeto: si tratta di scelte che dipendono
dalle singole aziende.»
In concreto, quali provvedimenti intende proporre la giunta
ai mobility manager per ridurre l'uso dell'auto?
«Promuoveremo soprattutto accordi fra aziende e Atm per
offrire ai lavoratori tariffe scontate. L'obiettivo principale
resta quello di trasferire i pendolari dall'auto ai mezzi pubblici.»
F. Tin.