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9 settembre 2001 - Il Giorno

Goggi: non si può obbligare nessuno

Milano è fra le città italiane con il minor numero di mobility manager.
«Non possiamo obbligare le aziende a nominare il loro manager della mobilità - risponde l'assessore comunale al Traffico, Giorgio Goggi (nella foto). Faremo invece pressioni sull'associazione dei mobility manager affinché stimoli il rispetto del decreto che ne prevede l'istituzione.»
Ma la giunta crede nell'efficacia di questa figura?
«Si tratta di una funzione ideata da Ronchi quand'era ministro dell'Ambiente. Intendiamo sfruttarne appieno le potenzialità e speriamo che possa aiutare a ridurre l'utilizzo dell'auto per gli spostamenti casa-lavoro.»
Il Comune da parte sua che cosa sta facendo?
«Abbiamo ottemperato a quanto previsto dal decreto Ronchi, cioè abbiamo nominato sia il mobility manager interno all'amministrazione, che si occupa degli spostamenti dei dipendenti municipali (è Antonio Colucci), sia quello cosiddetto d'area (è Paola Villani), che invece deve coordinare e stimolare il lavoro delle aziende.»
Visti i risultati, lo stimolo è stato debole oppure non è stato accolto. Tanto che Milano rischia di perdere i fondi statali se entro la fine dell'anno non sarà stato nominato un numero sufficiente di mobility manager.
«Non so che dire. Ripeto: si tratta di scelte che dipendono dalle singole aziende.»
In concreto, quali provvedimenti intende proporre la giunta ai mobility manager per ridurre l'uso dell'auto?
«Promuoveremo soprattutto accordi fra aziende e Atm per offrire ai lavoratori tariffe scontate. L'obiettivo principale resta quello di trasferire i pendolari dall'auto ai mezzi pubblici.»

F. Tin.

 

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