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29 settembre 2001 - Corriere della sera

«Soste e ingorghi, la città chiede la linea dura»
Ricerca dell' Aim: il traffico è il problema più sentito. Vaciago: per cambiare ci vorranno vent'anni

Palazzo Marino studia il ticket d' ingresso per le auto «in alcuni quartieri» e rivede le regole su carico e scarico delle merci «Soste e ingorghi, la città chiede la linea dura» Ricerca dell' Aim: il traffico è il problema più sentito. Vaciago: per cambiare ci vorranno vent' anni Chiedono più severità nelle contravvenzioni. Ma ammettono di essere i primi a snobbare il codice della strada. Dichiarano che tariffe per la sosta più alte li dissuaderebbero dall' utilizzare il mezzo privato. Ma ricon oscono che l' aumento della benzina non ha cambiato che marginalmente l' incallita abitudine alla macchina. Sono gli automobilisti milanesi, così come si autoritraggono in un sondaggio realizzato da Abacus per conto dell' Associazione degli Interessi metropolitani (Aim). Soprattutto, molti sembrano chiedere più regole. E ben presto le avranno: proprio ieri l' assessore al traffico Giorgio Goggi ha annunciato che è in arrivo il «road pricing», il pedaggio per entrare in certe zone della città: «B isognerà definire l' area entro cui introdurre il provvedimento - ha detto - e decidere se si dovrà trattare di un pedaggio puro o di una tassa destinata a finanziamenti di opere pubbliche». E quando? «Si deciderà tra dicembre e gennaio». Una decisio ne dal punto di vista politico non semplice: l' annuncio del possibile provvedimento aveva suscitato parecchie perplessità nella stessa maggioranza di centrodestra che governa Milano. Non solo. Nuove regole sono in arrivo anche per quanto riguarda il trasporto merci. Primo: dal 31 ottobre (e non dal 1° come il Comune aveva precedentemente annunciato) per entrare nella Cerchia dei Navigli e dei Bastioni il limite non è più per i mezzi superiori a 35 quintali ma per quelli superiori a 7 metri di l unghezza. Inoltre, i commercianti sono riusciti a strappare una correzione all' orario di carico e scarico precedentemente annunciato: in sostanza, i negozi potranno essere riforniti fino alle 9.30 invece che dover smettere alle 8.30. Per il momento, la data di entrata in vigore di quest' ultimo provvedimento rimane confermata: 28 febbraio 2002. Infine, sono state ridefinite le zone a cui potranno accedere anche i Tir. Il provvedimento dovrebbe partire a fine novembre. Per il momento, i cittadin i continuano a considerare il caos stradale il peggior problema di Milano. Tale da rendere necessario, sintetizza il presidente Aim Pier Giuseppe Torrani, «un sistema di regole più rigoroso. Anche per quanto riguarda la repressione. Perché il traffic o è ormai percepito come un cancro, un tumore che rischia di distruggere la città». E tuttavia, avverte l' economista Giacomo Vaciago che ha introdotto la ricerca, la soluzione non è dietro l' angolo: «Ci vorranno vent' anni». Il che non è come dire alle calende greche: «Ogni anno - avverte - si devono vedere i provvedimenti, e i miglioramenti». Perché ormai, spiega il docente della Cattolica, il parcheggio in sosta vietata è generalizzato: «Ci troviamo in una situazione di illegalità necessaria . Che è il segno di un sistema che non funziona più». Per questo motivo, l' associazione degli interessi metropolitani ha messo a punto un decalogo di provvedimenti che ha sottoposto all' amministrazione: «Nessuno degli interventi, da solo, diventa r isolutivo - spiega Vaciago - ma una sfida come quella al traffico non può che richiedere il coordinamento di interventi anche molto diversi». Il sondaggio Abacus, in realtà, è anche un modo per verificare l' accettazione o meno da parte dei milanesi di alcuni provvedimenti inclusi nel decalogo, come il pagamento per un posto auto riservato sotto casa. Per la cronaca, il 60 per cento è favorevole, ma se non si va oltre le 50mila lire al mese. Il campione intervistato con questionario, 800 persone , risulta diviso in modo equilibrato tra coloro che utilizzano più frequentemente l' auto (42,2%) e coloro che invece sfruttano più spesso i mezzi pubblici (39,2%). I restanti (18,6%) utilizzano entrambi nella stessa misura. Gli automobilisti milanes i viaggiano soprattutto da soli (52,7%) e l' aumento del prezzo della benzina per il 71,4% non ha modificato l' abitudine all' uso dell' auto. Quest' ultima spesso viene impiegata in itinerari articolati su più mete. La mancanza di parcheggi è proble ma grave: per i milanesi le maggiori perdite di tempo si subiscono durante il tragitto (53,7%), ma la ricerca del posto auto è la causa dei peggiori ritardi secondo il 44,4% degli intervistati. Il 36% degli automobilisti considera il ritardo sullo sp ostamento compreso tra i 10 e i 20 minuti, ma il 23,2% attribuisce al traffico una perdita secca compresa addirittura tra i 20 e i 30 minuti. E poi ci sono le infrazioni. Secondo gli intervistati quella più frequente è il piazzare l' auto in seconda fila (51,7%), seguita dal parcheggio sul marciapiede (20,6%). L' inosservanza più grave invece viene considerata il passare con il rosso. Soprattutto, gli intervistati sembrano ritenere che le multe siano inflitte in maniera saltuaria (53,4%), mentre solo un milanese su quattro (24,6%) ritiene che le infrazioni vengano punite spesso. Uno su cinque, invece, pensa che le infrazioni non siano punite quasi mai (21,6%). Secondo la maggior parte dei milanesi (53,4%) l' importo delle multe è giusto, pe r il 28,1% è alto, per il 17,8% è basso. I mezzi pubblici sono utilizzati abitualmente da poco più di un terzo degli intervistati, che si dicono piuttosto soddisfatti di orari e copertura della città, soprattutto per il metrò. Molto meno gli utenti c he si rallegrano di comfort e sicurezza nei confronti di furti e aggressioni. Come l' assessore Goggi sostiene da tempo, se i mezzi pubblici fossero gratis non ci sarebbe un boom di utenti: il 46,9% ritiene che non modificherebbe i suoi comportamenti , e solo il 25% dice che userebbe l' auto di meno. Infine, l' informazione: secondo il 53% degli intervistati l' amministrazione informa dei cambiamenti relativi alla circolazione «abbastanza male».

Marco Cremonesi

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