«Soste e ingorghi, la città chiede la linea
dura»
Ricerca dell' Aim: il traffico è il problema più
sentito. Vaciago: per cambiare ci vorranno vent'anni
Palazzo Marino studia il ticket d' ingresso
per le auto «in alcuni quartieri» e rivede le regole
su carico e scarico delle merci «Soste e ingorghi, la
città chiede la linea dura» Ricerca dell' Aim:
il traffico è il problema più sentito. Vaciago:
per cambiare ci vorranno vent' anni Chiedono più severità
nelle contravvenzioni. Ma ammettono di essere i primi a snobbare
il codice della strada. Dichiarano che tariffe per la sosta
più alte li dissuaderebbero dall' utilizzare il mezzo
privato. Ma ricon oscono che l' aumento della benzina non ha
cambiato che marginalmente l' incallita abitudine alla macchina.
Sono gli automobilisti milanesi, così come si autoritraggono
in un sondaggio realizzato da Abacus per conto dell' Associazione
degli Interessi metropolitani (Aim). Soprattutto, molti sembrano
chiedere più regole. E ben presto le avranno: proprio
ieri l' assessore al traffico Giorgio Goggi ha annunciato che
è in arrivo il «road pricing», il pedaggio
per entrare in certe zone della città: «B isognerà
definire l' area entro cui introdurre il provvedimento - ha
detto - e decidere se si dovrà trattare di un pedaggio
puro o di una tassa destinata a finanziamenti di opere pubbliche».
E quando? «Si deciderà tra dicembre e gennaio».
Una decisio ne dal punto di vista politico non semplice: l'
annuncio del possibile provvedimento aveva suscitato parecchie
perplessità nella stessa maggioranza di centrodestra
che governa Milano. Non solo. Nuove regole sono in arrivo anche
per quanto riguarda il trasporto merci. Primo: dal 31 ottobre
(e non dal 1° come il Comune aveva precedentemente annunciato)
per entrare nella Cerchia dei Navigli e dei Bastioni il limite
non è più per i mezzi superiori a 35 quintali
ma per quelli superiori a 7 metri di l unghezza. Inoltre, i
commercianti sono riusciti a strappare una correzione all' orario
di carico e scarico precedentemente annunciato: in sostanza,
i negozi potranno essere riforniti fino alle 9.30 invece che
dover smettere alle 8.30. Per il momento, la data di entrata
in vigore di quest' ultimo provvedimento rimane confermata:
28 febbraio 2002. Infine, sono state ridefinite le zone a cui
potranno accedere anche i Tir. Il provvedimento dovrebbe partire
a fine novembre. Per il momento, i cittadin i continuano a considerare
il caos stradale il peggior problema di Milano. Tale da rendere
necessario, sintetizza il presidente Aim Pier Giuseppe Torrani,
«un sistema di regole più rigoroso. Anche per quanto
riguarda la repressione. Perché il traffic o è
ormai percepito come un cancro, un tumore che rischia di distruggere
la città». E tuttavia, avverte l' economista Giacomo
Vaciago che ha introdotto la ricerca, la soluzione non è
dietro l' angolo: «Ci vorranno vent' anni». Il che
non è come dire alle calende greche: «Ogni anno
- avverte - si devono vedere i provvedimenti, e i miglioramenti».
Perché ormai, spiega il docente della Cattolica, il parcheggio
in sosta vietata è generalizzato: «Ci troviamo
in una situazione di illegalità necessaria . Che è
il segno di un sistema che non funziona più». Per
questo motivo, l' associazione degli interessi metropolitani
ha messo a punto un decalogo di provvedimenti che ha sottoposto
all' amministrazione: «Nessuno degli interventi, da solo,
diventa r isolutivo - spiega Vaciago - ma una sfida come quella
al traffico non può che richiedere il coordinamento di
interventi anche molto diversi». Il sondaggio Abacus,
in realtà, è anche un modo per verificare l' accettazione
o meno da parte dei milanesi di alcuni provvedimenti inclusi
nel decalogo, come il pagamento per un posto auto riservato
sotto casa. Per la cronaca, il 60 per cento è favorevole,
ma se non si va oltre le 50mila lire al mese. Il campione intervistato
con questionario, 800 persone , risulta diviso in modo equilibrato
tra coloro che utilizzano più frequentemente l' auto
(42,2%) e coloro che invece sfruttano più spesso i mezzi
pubblici (39,2%). I restanti (18,6%) utilizzano entrambi nella
stessa misura. Gli automobilisti milanes i viaggiano soprattutto
da soli (52,7%) e l' aumento del prezzo della benzina per il
71,4% non ha modificato l' abitudine all' uso dell' auto. Quest'
ultima spesso viene impiegata in itinerari articolati su più
mete. La mancanza di parcheggi è proble ma grave: per
i milanesi le maggiori perdite di tempo si subiscono durante
il tragitto (53,7%), ma la ricerca del posto auto è la
causa dei peggiori ritardi secondo il 44,4% degli intervistati.
Il 36% degli automobilisti considera il ritardo sullo sp ostamento
compreso tra i 10 e i 20 minuti, ma il 23,2% attribuisce al
traffico una perdita secca compresa addirittura tra i 20 e i
30 minuti. E poi ci sono le infrazioni. Secondo gli intervistati
quella più frequente è il piazzare l' auto in
seconda fila (51,7%), seguita dal parcheggio sul marciapiede
(20,6%). L' inosservanza più grave invece viene considerata
il passare con il rosso. Soprattutto, gli intervistati sembrano
ritenere che le multe siano inflitte in maniera saltuaria (53,4%),
mentre solo un milanese su quattro (24,6%) ritiene che le infrazioni
vengano punite spesso. Uno su cinque, invece, pensa che le infrazioni
non siano punite quasi mai (21,6%). Secondo la maggior parte
dei milanesi (53,4%) l' importo delle multe è giusto,
pe r il 28,1% è alto, per il 17,8% è basso. I
mezzi pubblici sono utilizzati abitualmente da poco più
di un terzo degli intervistati, che si dicono piuttosto soddisfatti
di orari e copertura della città, soprattutto per il
metrò. Molto meno gli utenti c he si rallegrano di comfort
e sicurezza nei confronti di furti e aggressioni. Come l' assessore
Goggi sostiene da tempo, se i mezzi pubblici fossero gratis
non ci sarebbe un boom di utenti: il 46,9% ritiene che non modificherebbe
i suoi comportamenti , e solo il 25% dice che userebbe l' auto
di meno. Infine, l' informazione: secondo il 53% degli intervistati
l' amministrazione informa dei cambiamenti relativi alla circolazione
«abbastanza male».
Marco Cremonesi