|
Marzo 2004 - La Nazione
SERVE UN MANAGER DEL TRAFFICO
Attualmente vi sono in Italia 46 mobility manager di
Area, che cooirdinano i singoli mobility manager d'azienda e
di intermediazione con le differenti parti coinvolte per creare
alternative ecosostenibili, e 550 mobility manager d'azienda,
a cui vanno aggiunti i diversi "responsabili della mobilità"
che svolgono di fatto l'attività propria del mobility
manager.
Agli inizi degli anni 90 in alcuni paesi europei ha cominciato
ad affermarsi il mobility management, un approccio orientato
alla gestione della domanda di mobilità che sviluppa
e implementa strategie volte ad assicurare la mobilità
delle persone e il trasporto delle merci in modo efficente con
particolare attenzione a scopi sociali, ambientali e di risparmio
energetico. Tale approccio concentra la propria attenzione sullo
studio dei comportamenti degli utenti e sulla domanda di trasporto
a livello aggregato per proseguire l'obiettivo principale di
ridurre l'uso improprio del mezzo privato incentivando l'uso
del trasporto collettivo e di modalità di spostamento
sostenibili. Ciò a vantaggio di una riduzione dell'inquinamento
atmosferico e dell'introduzione di servizi innovativi per la
mobilità.
Base teorica sulle quali si sono andate costruendo e sviluppando
le esperienze più significative in ambito europeo sono
stati due progetti di ricerca finanziati dall'Unione europea,
Momentum e Mosaic.
In Italia il mobility management è stato introdotto con
il decreto del ministero dell'Ambiente del 27 marzo 1998 sulla
"Mobilità sostenibile nelle aree urbane", attraverso
cui è stata resa obbligaoria , per le aziende con più
di 300 dipendenti per unità locali o con oltre 800 dipendenti
complessivi, la nomina di un responsabile della mobilità.
Obiettivo di tale azione era quella di coinvolgere le aziende
e i dipendenti nell' individuazione di soluzioni alternative
all'uso del veicolo privato per far fronte alle problematiche
attuali di inquinamento atmosferico e di congestione del traffico,
introducendo la figura del mobility manager d'azienda la cui
attività si caratterizza nel tentativo di ottimzzare
gli spostamenti sistematici casa-lavoro dei dipendenti.
Con il decreto del 20 dicembre 2000, il ministero dell'Ambiente
ha incentivato l'attività di mobility management attraverso
lo strumento del finanziamento , coinvolgendo non più
solo gli spostamenti casa-lavoro, ma allargando ol campo di
intervento anche a quelli casa-scuola e interessanti poli di
particolare attrazione, quali aree industriali, commerciali,
poli ospedalieri etc.
A cinque anni dal Decreto sulla mobilità sostenibile,
la realtà del mobility management italiano è definibile
in crescita e in continuo fermento, anche se non sempre ha ricevuto
il giusto riconoscimento. Molto probabilmente ciò che
non ha ancora toccato la conoscenza dei cittadini e degli amministratori
locali è che le diverse azioni implementate dai mobility
manager attraverso piani di spostamento o altre iniziative in
materia di mobilità sostenibile hanno come diretti beneficiari
tutte le categorie che essi coinvolgono: dal singolo dipendente
o utente, in termini di tempo, costi e comfort; alle aziende,
in termini economici e produttivi; alla collettività
, in termini di minori costi sociali e ambientali.
Complessivamente sul territorio italiano (www.euromobility.org)
sono stati censiti 46 mobility manager d'area, che svolgono
l'attività di coordinamento dei singoli mobility manager
d'azienda e di intermendiazione con le differenti parti coinvolte
per creare alternative ecosostenibili, e 550 mobility manager
d'azienda, a cui tuttavia vanno aggiunti i diversi "responsabili
della mobilità" che, pur non avendo ricevuto ancora
la nomina ufficiale, svolgono di fatto l'attività propria
del mobility manager.
Emanuela Cafarelli

|