Nel cuore del dibattito nazionale sulla transizione verso una mobilità più sostenibile, il ruolo della conoscenza e della raccolta sistematica dei dati emerge come condizione indispensabile per progettare politiche efficaci. È in questo scenario che si inserisce il lavoro dell’Osservatorio Nazionale per la Mobilità Scolastica e Universitaria MOBISCO, presentato durante le giornate dell’11 e 12 novembre all’Auditorium della Tecnica di Roma nell’ambito delle attività del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile MOST.
Per comprendere le ragioni alla base della nascita dell’Osservatorio, le sue ambizioni e i prossimi sviluppi, abbiamo incontrato Matteo Colleoni, Professore ordinario di Sociologia dell’ambiente e del territorio presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca e tra i principali promotori di MOBISCO. Con lui abbiamo discusso delle sfide della mobilità sistematica, dell’importanza di un approccio integrato e del valore di fare rete per affrontare un tema che coinvolge milioni di studenti e lavoratori italiani ogni giorno.
Lo scorso 11 e 12 novembre presso l’Auditorium della Tecnica di Roma il Centro nazionale sulla mobilità sostenibile MOST ha presentato i risultati delle sue attività. Tra questi, nella seconda giornata, gli Osservatori, tra i quali l’Osservatorio sulla mobilità scolastica e universitaria MOBISCO. Da quali premesse prendono avvio i lavori di MOBISCO?
Dalla volontà di migliorare le conoscenze sulla mobilità scolastica e universitaria, in qualità di componente della mobilità sistematica nazionale, al fine di supportare le politiche nazionali e locali per la mobilità sostenibile. Secondo i dati dell’ultimo Censimento della popolazione e delle abitazioni, in Italia più della metà della popolazione (circa 33 milioni di persone) si muove ogni giorno per raggiungere il luogo abituale di studio o lavoro. Il 72% lo fa per motivi di lavoro, il 28% per studio, 11 milioni circa di persone, 9 milioni nelle scuole primarie e secondarie e 2 milioni nelle università. Si tratta di un significativo flusso di spostamenti casa-scuola/università, molti dei quali ancora poco sostenibili in termini ambientali (emissioni di inquinanti e congestione), economici (costi di trasporto) e sociali (sicurezza e accessibilità).
Le indagini realizzate dalle università della Rete delle università per lo sviluppo sostenibile (RUS) hanno messo in evidenza che, sebbene il 60% circa degli studenti universitari si muova con il trasporto pubblico, permangono le realtà territoriali (in particolare marginali) in cui le quote di mobilità veicolare privata superano il 30%. L’elevata dispersione delle abitazioni, unitamente al basso tasso di residenzialità nelle dimore universitarie, spiega l’elevata distanza media degli spostamenti casa-università, pari a 28 chilometri, così come la bassa quota della share modale di mobilità attiva (19% di cui 5% in bicicletta).
Non vi sono dati nazionali sul riparto modale degli spostamenti degli studenti nelle scuole primarie e secondarie, ma le indagini realizzate da Istat e ISFORT negli ultimi anni ricordano che nelle scuole primarie e secondarie di primo grado solo il 30% degli studenti va a scuola da solo e la capacità di attrazione dell’utenza potenziale da parte del trasporto dedicato è pari in media a solo il 4%.
Qual è l’origine dell’Osservatorio e per quale ragione è stato creato?
L’Osservatorio Nazionale per la Mobilità Scolastica e Universitaria MOBISCO nasce nella cornice delle attività del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (CN MOST), in particolare del suo Spoke 8 (MaaS e Servizi innovativi), con l’obiettivo di creare un organismo tecnico-scientifico per l’analisi della domanda di mobilità sistematica, con particolare attenzione a quella scolastica e universitaria, di supporto al Travel Demand Management. Sono oggetto d’interesse dell’Osservatorio le scuole di ogni ordine e grado e le università, in virtù delle specificità che ognuna di esse porta con sé e che richiede un’attenzione peculiare.
Tra i soggetti fondatori, oltre al Ministero dell’Università e della Ricerca, finanziatore dell’iniziativa, vi sono l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e il Politecnico di Bari, che rappresentano efficacemente l’interdisciplinarietà che caratterizza lo sguardo dell’Osservatorio capace di integrare le dimensioni socioeconomiche e ingegneristico-tecnologiche, necessarie per comprendere le sfide della mobilità contemporanea e, a maggior ragione, di quella del futuro.
Quali sono le attività e gli scopi principali che si pone l’Osservatorio?
L’Osservatorio si è posto una serie di obiettivi, riassumibili in quattro specifiche aree di azione:
- Archiviare e condividere
- Informare
- Comunicare
- Fare rete
Più in dettaglio, MOBISCO mira, in primo luogo, ad archiviare in modo sistematico le informazioni sulle fonti nazionali e i dati sulla struttura e dinamica della domanda di mobilità scolastica, su norme, iniziative e politiche e sulle attività educative e formative per la mobilità sistematica e scolastica.
Sono stati creati a tal fine tre diversi sottogruppi di lavoro, partecipati dai soggetti che progressivamente hanno deciso di aderire al progetto. Ad un anno dalla sua costituzione, sono oltre 15 gli importanti attori istituzionali entrati a far parte dell’Osservatorio, tra i quali: i Ministeri delle Infrastrutture e Trasporti, dell’Ambiente e Sicurezza Energetica e dell’Istruzione e Merito, ma anche istituti nazionali come INAIL, ISPRA, ed altri attori pubblici e privati coinvolti a vario titolo nell’ecosistema della mobilità per motivi di studio o lavoro nel sistema scolastico, tra i quali Euromobility.
Tutto ciò mira a rispondere al quarto degli obiettivi succitati: fare rete. Siamo convinti che solo una conoscenza il più puntuale possibile della realtà possa garantire azioni di policy efficaci ed efficienti e che solamente grazie all’integrazione di punti di vista, competenze e conoscenze questo sia effettivamente realizzabile. Da qui l’interesse a raccogliere le adesioni di attori di livello nazionale e regionale che vogliano collaborare a questo scopo.
Quali sono i prossimi passi dell’Osservatorio?
I primi dati e le informazioni archiviate dai numerosi partner nazionali dell’Osservatorio rappresentano un innovativo supporto per iniziare a conoscere la mobilità scolastica e universitaria. L’obiettivo, già dal prossimo anno, è di continuare ad arricchire questo bagaglio di conoscenze e di estendere ulteriormente il campo d’azione, andando ad includere l’intera mobilità sistematica nazionale, con la finalità di integrare le informazioni sull’offerta di trasporto per la conoscenza e il governo del sistema di mobilità.
È possibile entrare a far parte di questa iniziativa? Come?
Come detto, uno degli obiettivi fondamentali dell’Osservatorio è mettere a sistema le competenze di coloro che possono fornire un contributo alla migliore conoscenza della mobilità scolastica, universitaria e sistematica. Per questo è stata lanciata a inizio 2025, ed è tuttora aperta, una manifestazione di interesse rivolta ad istituzioni pubbliche e private di livello almeno regionale, accessibile dal sito web dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Compilando un documento e fornendo alcune informazioni rispetto al ruolo ed esperienza del soggetto negli ambiti di interesse dell’Osservatorio è possibile quindi proporsi come ulteriori membri dello stesso.
Cosa comporta entrare a far parte di MOBISCO?
Innanzitutto, la condivisione di un obiettivo: il miglioramento della mobilità sistematica e della sua sostenibilità. Far parte di MOBISCO significa anche condividere conoscenze e confrontarsi con altre esperienze, arricchire il proprio punto di vista e contribuire con il proprio a porre le basi per capire cosa non funzioni oggi in questo ambito e come poter avviare un cambiamento. I membri dell’Osservatorio si incontrano regolarmente sia in forma plenaria, per confronti trasversali rispetto agli oggetti di azione, sia ridotta, negli incontri dei gruppi di lavoro tematici, con l’obiettivo di portare avanti le attività di raccolta, analisi e discussione delle informazioni che progressivamente si vanno ad accumulare.
Dar visibilità ad esperienze virtuose, comprenderne i fattori abilitanti, sperimentare su casi pilota, condividere le informazioni utili a supportarli, … si tratta di fornire un servizio utile alla collettività, per il miglioramento delle relazioni tra soggetti del sistema della mobilità nazionale al fine di aumentarne l’efficacia ed efficienza.

